lunedì 20 ottobre 2014

Mars Hollow, King Crimson e altre cose

Un po' di tempo fa ho conosciuto un tizio ad una festa e dato che sono una persona estremamente interessante e carismatica, costui mi ha invitato al suo matrimonio che si e' svolto qualche settimana dopo. No, scherzo, non ho idea del perche' abbia voluto invitare me e Cynthia al suo matrimonio, immagino che semplicemente ci siamo capiti subito, ci siamo subito resi conto di avere parecchio in comune, come effettivamente e', non e' incredibile come con certe persone riesci subito a parlare ed essere te stesso e la conversazione scorre, mentre con altri proprio non si riesce ad imbastire uno straccio di dialogo? Ad ogni modo, nella sala da bowling dove abbiamo festeggiato c'erano ovviamente anche i suoi genitori e, fra una cosa e l'altra, viene fuori che suo padre suonava in una band prog, quindi non posso non andare a parlargli. Persona squisita e disponibile, mi dice di aver suonato nei Mars Hollow, band che effettivamente conosco, autori di un discreto prog sinfonico e due modesti ma dignitosi album fra il 2009 e il 2011. Lui e' John Baker, chitarrista e cantante, dallo stesso timbro vocale di Jon Anderson. Gli chiedo come mai la band si sia sciolta, e mi dice che gli altri membri del gruppo non hanno gradito il suo convogliare a nozze con Lisa LaRue, sua attuale consorte (che quindi va a presentarmi). A quel punto mi e' sembrato scortese chiedergli come mai ai suoi ex compagni di band non piaceva sua moglie (gli americani sono molto meno diretti rispetto a noi e molte delle domande che noi normalmente facciamo loro le considerano troppo personali), allora ho pensato di aspettare che fosse abbastanza ubriaco per poter quindi fargli sputare il rospo, pero' poi e' andata a finire che mi sono ubriacato io e mi sono completamente dimenticato di tutta questa storia. Il giorno dopo, pero', mi e' tornata in mente e ho scoperto che Lisa LaRue e' persino piu' famosa di suo marito nell'ambiente, ha suonato sia come solista sia in una band, ha avuto come compagni di gruppo gente come Don Schiff, John Payne, Ryo Okumoto, ed e' stata insignita piu' volte del titolo di miglior artista nativa americana. Ma pochi giorni dopo il mio nuovo amico mi confessa che sua madre e' stata una sorta di groupie del mondo progressivo, ha vissuto in Inghilterra per molti anni ed e' stata la donna di molti rocker durante i '70, con una speciale predilezione per i tastieristi, e li' mi mostra una foto di una giovanissima Lisa con un gia' attempato Keith Emerson. Quindi per colpa di questa sua reputazione, che tra l'atro risale a piu' di 40 anni fa, i Mars Hollow non hanno preso bene la decisione del loro leader. Roba da matti.
Sono anche andato al concerto dei King Crimson a San Francisco. Tralasciero' la parte relativa all'esibizione, dico solo che grande e' stata l'emozione nel vedere la mia band preferita dal vivo, soprattutto perche' mai e poi mai ci avrei sperato. Sono state due ore intense ed emozionanti, uno dei migliori concerti che abbia mai visto dal punto di vista tecnico e qualitativo, una soddisfazione che raramente ho provato. Se ora Peter Gabriel si riunisse ai Genesis e partissero in tour, potrei davvero morire dopo averli visti, non c'e' altro che devo fare in questa vita. Vorrei invece parlare della citta' di San Francisco, che mi ha stupito molto in positivo. Le citta' americane sono solitamente costruite a misura di macchina, i mezzi pubblici scarseggiano e la gente si muove quindi in macchina: Kansas City e' cosi', ma anche Los Angeles, Atlanta, Miami, Philadelphia, ecc. In queste citta' non c'e' il classico "passeggio" che abbiamo noi in Italia, la gente non cammina e si rinchiude nei locali. Citta' invece piu' simili al modello europeo sono New York, Chicago, probabilmente Seattle, e San Francisco: qui gli spazi sono piu' ristretti, a misura d'uomo, le distanze sono percorribili a piedi, i mezzi pubblici numerosi e largamente utilizzati, la gente va in giro a piedi e fa serata per la strada. Chicago e New York sono molto care e fredde, invece San Francisco, pur cara, ha il clima ideale, temperatura primaverile costante tutto l'anno. Inoltre la marijuana e' legale per uso terapeutico, l'uso ricreativo e' vicino ad essere legalizzato, e non e' raro vedere qualcuno che si accende una canna nel bel mezzo del via vai del centro. E nessuno si ferma a giudicarti. Infatti sono rimasto molto colpito dall'apertura di pensiero degli abitanti di San Francisco, dal numero di influenze e culture che caratterizzano questa zona, dove una persona su tre e' di origine asiatica (ho un debole per le ragazze asiatiche), dal numero di coppie e famiglie miste, dall'omosessualita' non vista come un demone da estirpare ma piuttosto un campo su cui investire, dal numero di ristoranti etnici dei tipi piu' disparati, i piccoli negozi alimentari, completamente assenti dove vivo io, che vendono cibo di qualita' controllata, dal numero di diverse culture che incontri in giro, dal fatto che a nessuno fregava niente se il mio accento era diverso! E poi, l'incredibile fermento culturale, gente a diffondere volantini a sfondo politico e sociale ad ogni angolo, artisti di strada, e tante altre cose. La prima sera l'ho passata al museo della scienza: c'era il dj a mettere musica e barman in ogni dove a darti cocktail mentre osservavi ed imparavi le robe scientifiche. Incredibile. E poi sono andato in spiaggia, ho visto spiagge bellissime e leoni marini, e scoperto che il nudismo e' tollerato sulle spiagge della California, non c'e' neanche bisogno di separazioni perche' il corpo umano altro non e' che una cosa naturale, e ho scoperto che voglio imparare a fare il surf. Insomma, ho deciso che fra un anno, un anno e mezzo, mi trasferisco a San Francisco.