martedì 8 dicembre 2009

Tonton Macoute - Tonton Macoute (1971)

I Tonton Macoute sono una band inglese autore di un ottimo jazz-rock progressivo, in cui prevale la componente progressiva. Una via di mezzo fra Colosseum e Spring, ma non per questo meno originali. La genesi del gruppo risale al 1968, quando due musicisti del Berkshire, Paul French (tastiere e voce) e Niegel Reveler (batteria), rispondono ad un annuncio sul Melody Maker e si uniscono alla band di Dick Scott, nel North England, una cover band che girava l'Europa e in cui militavano il chitarrista e bassista Chris Gavin e Dave Knowles, che suonava sax, flauto e clarinetto. Inizialmente decidono di chiamarsi Windmill e di eseguire solo cover, ma nel 1970 Dick Scott muore in un incidente stradale e i quattro rimanenti decidono di cambiare nome in Tonton Macoute, che indica la milizia haitiana seguace del dittatore Papa Doc Duvalier (!!), e di comporre pezzi propri orientandosi verso uno stile dolcissimo che ben riassumeva le precedenti esperienze dei quattro, cioe' jazz+rock+prog. Cio' che ne viene fuori e' un album bellissimo, molto ispirato ed originale, ben eseguito, breve e conciso al punto giusto, apprezzo il tentativo di uscire dagli schemi. Purtroppo la band sara' trascinata fuori dai giochi dal fallimento della Neon, che pregiudichera' anche le sorti di un'altra validissima band come gli Spring, ed e' di scarsa consolazione il fatto che oggi il vinile originale sia quotato 350 eurazzi. Album poco apprezzato ai tempi, oggi e' immancabile in ogni discografia prog che si rispetti, mentre la band gode della giusta fama fra gli appassionati. La copertina inoltre e' opera del fotografo Marcus McMillan, in arte Keef, molto conosciuto negli ambienti. L'album comincia con Just Like Stone, il mio pezzo preferito, e si parte subito alla grande: fiati e tastiere in evidenza, come del resto in tutto il disco, parti vocali non invadenti e precise, jazz rock caldissimo e passionale. Don't Make me Cry e', a detta di molti, il pezzo migliore: atmosfere oniriche create dalle tastiere, che tessono un tappeto sofisticato e delicato, e decorate dai continui spunti del sax, mentre la voce filtrata rende il brano ancora piu' accattivante e il basso conduce la canzone sui giusti binari ritmici; traccia che si sviluppa in numerose varianti durante tutta la sua durata per poi essere conclusa da un solo mozzafiato di flauto accompagnato dal piano. Flying South in Winter e' una traccia molto orecchiabile che rimanda ad atmosfere fiabesche e fatate, con arrangiamenti curatissimi e flauto ancora in evidenza. Dreams e' piu' rockeggiante ed e' condotta dalla chitarra acustica e da ottime parti vocali, con pezzi piu' jazzati che si alternano alle parti piu' aggressive, in una stupenda altalena. You Make my Jelly Roll passa stavolta a territori piu' jazz/blues, ancora composta da ottimi intrecci tastiere-sax, con French in grande spolvero a cucire trame sonore e Knowles a dare forma alle sue pippe mentali per sassofono. Il dialogo fra tastiere e fiati prosegue nei due brani conclusivi, le due parti di Natural High, con una sezione ritmica solida e presente che sorregge gli schemi costruiti dagli altri due musicisti, schemi che si sfaldano e si ricompongono in un batter d'occhio; notevole l'introduzione di piano nel primo dei due brani, voce intensa ed espressiva, leggere divagazioni psichedeliche e sperimentazioni nel secondo. Disco ispirato ed equilibrato, dai toni rilassati ed ammalianti, composto da brani estesi, intensi, con lunghi assoli di flauto, momenti corali ed improvvisi picchi strumentali. Reveler si sistemera' a vita scoprendo e producendo i Cure.

lunedì 30 novembre 2009

"Figlio mio lascia questo paese"

Sono negli Stati Uniti da tre mesi. Avevo detto che prima o poi me ne andavo e alla fine l'ho fatto. E' ancora presto per esprimere un giudizio su questo paese, non sono ancora in grado di dire se la mia vita sia peggiorata o migliorata, anche perche' sto ancora facendo i documenti per ottenere il permesso di soggiorno e quindi di lavoro, e senza vivere l'esperienza lavorativa sulla mia pelle non voglio formulare nessun giudizio. Ma tre mesi sono sufficienti per poter dire che gli Stati Uniti sono un paese che funziona, lo stato e' presente ed e' forte, le leggi sono applicate e tutti le seguono alla lettera, i servizi sono numerosi e puntuali, ma la cosa che piu' mi ha stupito e' la gente, la loro cortesia, la loro educazione, il loro rispetto, la loro civilta'. Risparmio esempi concreti per un post che scrivero' in seguito, anche un po' per scaramanzia, non sono ancora sicuro che questa avventura andra' a buon fine. Questo post e' invece per sottolineare qullo che sta succedendo in Italia, dalla quale molti giovani come me stanno letteralmente scappando, fra cui alcune persone che conosco personalmente. Ci avevo visto giusto e credo di aver scelto il momento adatto per fare le valigie, forse avrei dovuto farlo addirittura prima. Tutta questa premessa e' solo per incollare la lettera di Pier Luigi Celli, direttore della LUISS di Roma, parole e sentimenti condivisibili, anche se provengono da un rappresentante della vecchia generazione, quella che e' ritenuta responsabile del profondo declino che sta vivendo il nostro paese. Comodo distruggere un sistema, guastare una societa' e poi spronare i propri successori ad andarsene, anche se probabilmente Celli non ha colpe e ha sempre fatto onestamente il proprio lavoro. In ogni caso, la lettera e' significativa del periodo che stiamo vivendo, quindi ritengo molto importante imprimerla a fuoco su queste pagine, seguita da un riassunto dei commenti ad essa, tutti completamente legittimi.
"Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.
Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.
Preparati comunque a soffrire.
Con affetto,
tuo padre
L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.
(30 novembre 2009)"
Padri, madri e persino nonne che vivono drammaticamente il problema denunciato da Pier Luigi Celli, e che con la stessa amarezza hanno spinto o stanno per spingere i propri figli a trasferirsi all'estero, a lasciare un'Italia che non offre niente a chi s'impegna negli studi e nel lavoro. Giovani che già hanno fatto le valigie, e che spesso sono soddisfatti, ma a volte soffrono di nostalgia. Qualcuno che è tornato. Qualcun altro che non vuole andarsene, deciso a cambiare le cose da qui, a non arrendersi al malcostume, alla cattiva politica, alla pessima gestione del mondo del lavoro e della società in generale. Tanti che puntano il dito contro lo stesso Celli, chiedendogli conto di quello che lui, personalmente (nella sua posizione di responsabile di una grande università e, prima, di direttore della Rai) ha fatto per cambiare l'Italia, e rinfacciandogli le tante possibilità che comunque è in grado di offrire a suo figlio, possibilità non certo alla portata di tutti.
A poco più di tre ore dalla pubblicazione, la lettera inviata da Pier Luigi Celli a Repubblica, "Figlio mio, lascia questo Paese", aveva raccolto centinaia di commenti, che con il passare delle ore sono diventati migliaia, segno di un'interesse straordinario nei confronti del tema sollevato. In molti casi si tratta di complimenti e di attestazioni di solidarietà, in molti altri di accuse. Qualcuno prova a rispondere da 'figlio', scrivendo lettere che iniziano con 'Caro papà' e dalle quali emergono accuse feroci non solo nei confronti di Celli, ma della sua "generazione di cannibali". In tanti si limitano a raccontare la propria esperienza, racconti che si assomigliano tutti, a testimonianza che il problema esiste, e che gli italiani lo vivono sulla propria pelle, spesso con molta sofferenza.
I padri. Tantissimi i padri che s'immedesimano e condividono le parole di Celli. "Ho letto con sempre più commossa partecipazione questa lettera", scrive aaquilas. "Ha saputo dire a suo figlio, con le parole che io non ho, quello che da tempo dico io a mia figlia", scrive pasbill, che però non risparmia un'amara nota polemica: "Io vorrei avere la possibilità di fare studiare mia figlia all'Università dove lui è Direttore, ma non posso anche se la mia figliola è 'eccellente'". "Ai miei figli sto dicendo la stessa cosa da tempo oramai", conferma pgsart. "Lettera amara e pienamente condivisibile, questo derelitto paese pare avviato velocemtne a un declino irreversibile, privo di qualsivoglia speranza per i giovani in gamba" (wreich).
Le madri e le nonne. Il tema coinvolge anche le nonne. "Da madre, da nonna, da italiana (all'estero) - scrive liviale - e da donna vorrei ringraziare Pier Luigi Celli per il coraggio di questa lettera pubblica, per la sincerità, la serietà ed il profondo senso morale delle sue parole. Forse una delle più belle lezioni di generosità e di amore in questo paese devastato". E naturalmente le madri (anche se a scrivere sono stati molto di più i padri, forse per ragioni di 'identificazione' con l'autore della lettera): "Sono mamma di una figlia di 23 anni, licenziata già due volte da lavori in nero mal pagati. Ha deciso di andare all'estero sia per trovare un lavoro pulito e retribuito in maniera corretta. Condivido le sue scelte e condivido l'articolo. Vorrei dire ai giovani: vi trovate in una situazione certamente differente dalla nostra; 40 anni fa avevamo certezze ed ora non ne avete. Se volevamo studiare sapevamo che avremmo trovato un lavoro adeguato, se volevamo lavorare subito, che avremmo trovato un mestiere. Ora no, è tutto confuso, immorale, difficile", commenta amara francescaromana49.
I figli: quelli che partono. A scrivere sono anche tanti figli, già andati via, o in procinto di farlo. Molti soddisfatti, qualcuno nostalgico al punto di essere tornato, naturalmente per pentirsene subito dopo. Come michelep1: "Sono tornato in Italia poco tempo fa e mi pento amaramente della decisione. Io me la posso anche cavare, ma sto avvelenando la mia famiglia. Forse sarebbe bene partire di nuovo". Malacle non ha dubbi, ha già le valigie pronte: "Mi sto laureando con tanti sacrifici, ma so che alla fine dovrò portar fuori le mie esperienze e il mio sapere. Mi piacerebbe poter restare nel mio Paese, dove sono nata e cresciuta, dove ho il mio mondo, le mie radici e i miei affetti ma non sono diposta a mettere a disposizione di quache miserabile il mio ingegno... non sono disposta a lavorare 10 ore al giorno per trovarmi con 100 euro di buoni pasto, non sono disposta a fare stage per poi vedermi rimpiazzare dal successivo stagista perché nessuno ti fa un contratto". "Sono contenta di essere andata via dall'Italia perché cosiì non dovrò scrivere un giorno una lettera del genere a mia figlia!!!", afferma convinta fuzzy75. E come lei tantissimi, tutti entusiasti di Gran Bretagna, Spagna, Stati Uniti: "Vivo a Londra da più di quattro anni ormai, ho un buonissimo lavoro che in Italia avrebbe richiesto qualche decennio di gavetta e di umiliazioni, ho costruito amicizie vere con persone provenienti da tanti Paesi diversi e sono in un luogo dove non sono costretto ad aver paura delle istituzioni o di chi ha in mano il potere, perchè i contropoteri sono forti e in salute...", afferma orgoglioso blackwings.
E quelli che restano, o che tornano. "Io sto per fare la scelta inversa. - scrive luca2479 - Dopo anni all'estero ho deciso di tornare in Italia. E' tutto vero quello che c'è scritto, però certe volte costruire una vita all'estero è difficile. Forse c'è il lavoro ma non tutto il resto, così è nel mio caso. (...) Inizi davvero a sentire la mancanza del tuo paese, dei tuoi "vecchi" e di quegli amici veri con cui hai condiviso quasi tutta la vita e che vedi soffrire nella speranza di trovare un lavoro". E c'è chi proprio non se la sente neanche di provare ad andar via: "Rimpiango di non essermene andato dopo l'università", dice marino76.
I 'resistenti'. La fuga dall'Italia a qualcuno sembra una resa, un modo di rendere il nostro Paese ancora più povero e in declino. "Questo fenomeno ha già per molto tempo privato di giovani e grintose energie il Sud. E adesso sta facendo lo stesso per l'Italia. Ma non è andandosene che si risolverà il problema. E non basterà andare via per essere felici", scrive warriors83. "Mi viene voglia di scrivere "Non avrei potuto trovare parole migliori", ma così accettiamo la sconfitta, e non è giusto. Anzi sono proprio i giovani che hanno la possibilità di cambiare questo mondo marcio che gli stiamo consegnando, vedi i giovani Antimafia. I giovani e noi con loro" (clacampa1). Io non parto, dichiara orgogliosamente giorgioch: "Ho 49 anni, una vita di ricerca spesa tra l'Italia e gli USA. Per 26 anni ho rifiutato l'opzione di andare a lavorare negli USA. In questi anni ho speso la mia carriere aiutando la ricerca in Italia, costruendo realtà e portando know how in Italia. Ho un figlio di 12 anni e l'unica cosa che voglio dirgli è: combatti, e che io combatterò fino alla fine".
Quelli che accusano Celli. Molti commenti sono però estremamente polemici nei confronti di Celli. Gli rimproverano una certa ipocrisia e i privilegi della sua posizione, sostenendo che è inutile criticare un sistema che si è contribuito a creare, e nel quale si occupa un'eccelente posizione. "Sì, ok, se ne vada pure il padre così stiamo più larghi", scrive francopan1965. Parecchi commenti sono più articolati: "Non mi va bene. Questa è la lettera di un padre che ha condiviso e condivide, con lo stesso sistema che egli denuncia, il potere; lo sappiamo che non si diventa direttore generale della Rai o della Luiss per soli meriti professionali, ci vuole qualcos'altro: il compromesso", jackfolla57. E in tanti gli rimproverano anche i privilegi che comunque ha potuto e potrà ancora offrire a suo figlio. "Mi piacerebbe che il sig.Celli spiegasse cosa ha tentato di fare, grazie ai suoi ruoli, per cambiare la situazione", chiede jaakko. "I giovani italiani sono altri - dice tic - cara Repubblica, non pubblicare l'amarezza del direttore generale della Luiss, ma pubblica quella di un professore di liceo, di un operaio, di un impiegato, di un poliziotto, di un precario padre".
"Caro papà...". Molti lettori rispondono a tono, scrivendo una lettera da 'figlio' a Celli. Sono i commenti più amari, dai quali emerge forte il conflitto tra una generazione che apparentemente ha preso tutto, e quella alla quale non sono rimaste neanche le briciole. "Caro papà - scrive andmal - finalmente ti sei accorto di quello che la tua generazione ha combinato in questo paese...Caro papà, apprezzo il fatto che almeno tu ti sia resto conto dei disastri che ci avete lasciato (debito pubblico, pensioni ridicole, disoccupazione alle stelle, mancanza di stabilità lavorativa, and so on!) ma non mi aspettavo che ti lavassi le mani, esortandomi a lasciare l'Italia". "Caro Babbo - rincara la dose tuofiglio - la tua generazione è stata tra le più dannose e ipocrite che si siano viste negli ultimi 100/200 anni. Una generazione di cannibali che, degne del miglior Crono, sta divorando i suoi eredi e il loro futuro (...). Ciao babbo. Vacci tu all'estero, e lascia a me questo paese".
(30 novembre 2009)

domenica 15 novembre 2009

Spring - Spring (1971)

Un'altra meteora dell'esageratamente prolifico undergorund inglese, autori di un unico album molto diverso per quelli che sono gli standard prog, o almeno del prog moderno. Non vi sono particolari virtuosismi, frequenti cambi di tempo, suite interminabili, o assoli tiratissimi ed ipertecnici. Gli Spring si distinguono per le atmosfere malinconiche e per l'uso contemporaneo di tre mellotron che rendono il suono fiabesco, onirico, romantico, raffinato e curato. La band si forma nel 1970 a Leicester e vede nelle proprie file Pat Moran a voce e mellotron, Ray Martinez a chitarra e mellotron, Kips Brown ad organo, piano e mellotron, Adrian Maloney a basso e chitarra, Pick Withers alla batteria, si sciolgono nel '72 a causa del fallimento della Neon, la loro casa discografica. Stupisce il fatto che musicisti cosi' giovani, alla loro prima esperienza riescano a sfornare un album di tale livello e ancora di piu' stupisce il fatto che nessuno di loro, a parte il batterista che andra' a formare i Dire Straits, abbia poi avuto una carriera musicale importante. La musica degli Spring e' connotata da un riuscitissimo e difficilissimo equilibrio musicale, ritmi marziali e serrati, ballate acustiche, arie dolci e romantiche, tracce epiche e pastorali, easy listening e scorrevolezza. La scelta di usufruire di tre mellotron e' quantomai azzecata, ad alcuni potrebbe sembrare stucchevole e stancante alla lunga, ma, a mio parere, e' originale e arricchisce il suono in maniera unica. L'album comincia alla grande con The Prisoner (Eight by Ten), che vede un'atmosfera decadente e tristissima, basso e voce conducono il ritmo, i mellotron arrangiano alla grande e una leggera chitarra acustica fa il resto. Uno dei mellotron e' responsabile del ritornello per una scelta che stupisce sin dall'inizio, batteria sempre in evidenza, un brano stupendo. Grail e' un po' piu' cupa e presenta chitarre piu' incisive, la voce e' ancora in primo piano con i mellotron che ricamano, il mellotron e' semplicemente strappalacrime, il basso ben in evidenza e questo mi piace da matti. Un buon cambio di tempo nella parte centrale, quando il suono si fa ancora piu' epico e solenne, arricchisce unlteriolmente il brano, per poi tornare su lidi romanticissimi e chiudere la canzone com'era cominciata. Boats e' condotta dalle chitarre acustiche e dalla voce, il ritmo si fa stavolta un po' piu' rockeggiante, senza esagerare, e' una breve ballata folk acustica. Shipwrecked Soldier e' scandita da un ritmo marziale di batteria e violini resi dai mellotron che rendono la melodia irresistibile, poi quando intervengono la chitarra e la voce la canzone diventa semplicemente stupenda, le atmosfere piu' graffianti e decise, un breve assolo di chitarra nella parte centrale introduce un assolo di mellotron che rende il suono ancora piu' enfatico. Golden Fleece e' introdotta da dolci arpeggi di chitarra, l'atmosfera si fa ancora piu' decadente con l'ingresso della voce e dei soliti arrangiamenti di mellotron, il quale e' responsabile anche di dipingere il sottofondo per il ritornello. Canzone ancora una volta strappalacrime e dolcissima. Il ritmo cambia nella parte centrale diventando piu' cupo e facendo da apripista per un ottimo assolo di chitarra incalzato da (finalmente) un organo. Si continua con Inside Out: brano piu' rock, introdotto da una buona chitarra elettrica e ritmo che si fa subito vivace, ottimo ritornello e organo in sottofondo; canzone che non sembra all'altezza delle precedenti finche' non parte la sezione strumentale a dipingere eleganza e sinfonie e uno stupendo stacco di chitarra acustica accompagnata da batteria ed organo a chiudere il pezzo. Song To Absent Friends (The Island) e' un brano acustico per piano e voce, con una melodia malinconica, pezzo forse leggermente sottotono. Fool's good e' introdotta ancora da un grande basso a dettare i tempi ed i mellotron che disegnano paesaggi ed immagini, l'atmosfera cambia diventando acustica con la chitarra che accompagna la dolcissima e pacata voce, interdetti dal solito mellotron. In seguito l'aria si fa piu' dura grazie all'ingresso della chitarra elettrica, ora libera di vagare a piacimento per una delle canzoni piu' cangianti e progressive dell'album. Hendre Mews e' una traccia dark, cupa, a tinte nere, il cantato e' sofferente e le tastiere tristissime, salvo nella parte centrale quando parte un pezzo strumentale stavolta molto tirato con le tastiere che duellano alla grande con la chitarra, si sente un po' di rock'n'roll infine, in seguito il pezzo ripropone il tema di apertura a chiudere la traccia. A World Full of Whispers e' una traccia piu' vivace del solito, introdotta da pulsazioni di basso, ditate di chitarra e organo a vaneggiare in sottofondo; quando interviene la voce l'atmosfera si calma leggermente e vira verso un blues insolito fin ora con un bel refrain nel ritornello cantato, ma subito il ritmo ritorna vivace senza per questo ripetere i suoni della parte iniziale. Chiude Gazing, molto ritmica con organo e basso ad accompagnare alla grande la voce, presto incalzata dalla chitarra. Ancora una variazione sul tema inaspettata e mellotron sempre presenti a conferire al tutto un qualcosa di romantico e solenne. Un disco originale ed orecchiabile, atmosfere avvolgenti, suono morbido e deciso, voce elegante, tastiere prevalenti sulle chitarre spesso solo in sottofondo. Si tratta di un prog minimale, genuino, ancora lontanissimo dalle interminabili fughe strumentali e dagli inutili tecnicismi, si bada alla forma canzone senza eccedere. Questo album mi e' stato consigliato da un amico inglese che passandomelo mi disse: "Why to use only one mellotron when you can use three?". Cazzo se aveva ragione.

lunedì 9 novembre 2009

Pierrot Lunaire - Pierrot Lunaire (1974)

I Pierrot Lunaire nascono nel 1974 a Roma per mano di tre polistrumentisti freschi di conservatorio, ovvero Arturo Stalteri alle tastiere, percussioni e voce, Gaio Chiocchio, morto nel 1996, a chitarra, sitar, mandolino, tastiere e voce, e Vincenzo Caporaletti a chitarra, basso, batteria e flauto. Si sciolgono nel '77 dopo la pubblicazione di due dischi molto diversi fra loro e mai tenuti in vera considerazione dalla casa discografica (basta guardare la grafica approssimativa della copertina). I Pierrot Lunaire sono unici nel loro genere, il loro stile e' un prog sinfonico a tratti folk, ma le atmosfere sono prevalentemente acustiche, medievaleggianti, non esistono momenti aggressivi, la voce e' spesso sommessa, tastiere e strumenti a corda si dividono equamente la scena senza mai eccedere, la batteria e' quasi totalmente assente. Potrebbe sembrare un album noioso, invece e' incredibilmente carico di poesia e lirismo, comunica un senso di sicurezza e di delicatezza, scorre via fluido e rapido, la creativita' e l'originalita' sono gli elementi di forza di un disco fuori da qualunque catalogazione. Le canzoni sono dolci e sognanti, magnetiche ed ipnotiche, e narrano di re e cavalieri, il ritmo e' tenue, placido, mai sostenuto, la voce pacata e a tratti narrante. Si parte con Ouverture xv, che e' una intro rinascimentale per tastiere e basso, poi incalzati da arpeggi di chitarra, ottima traccia pop-rock. La seconda e' Raipure e si tratta del primo capolavoro del disco: la voce e' la principale protagonista, accompagnata alla grande dalle due chitarre, ci introduce i personaggi del concept, cioe' l'invasore, il re di Raipure e Narciso. La melodia e' indovinatissima, con un bell'accompagnamento di pianoforte e un assolo di chitarra nel finale. Invasore e' dominata dal sitar, la voce e' enfatica e lirica, canzone leggermente piu' malinconica. Lady Ligeia e' uno strumentale dominato da un bellissimo piano. Si continua con Narciso, atmosfera soffusa, leggeri vocalizzi si uniscono a percussioni e tocchi altrettanto leggeri di chitarra e sitar. Ganzheit e' composta solo da leggere pennellate di chitarra, delicatissima e liquida, mentre Verso il Lago praticamente e' la sua continuazione, infatti dura meno di un minuto, e prosegue con le chitarre in evidenza. Il Re di Raipure e' la mia traccia preferita: introdotta dal flauto, si ravviva subito con le chitarre, il basso e le tastiere, appena parte la voce la melodia diventa magnifica, dolce, orecchiabile. E' uno stupendo episodio fra avanguardia e pop. Sotto i Ponti vede la voce a condurre sostenuta dalle chitarre e dal pianoforte su una calda melodia, ancora lenta e sognante, si ravviva verso la meta' quando il ritmo cambia e la melodia si fa un po' piu' rapida, e si ode persino la batteria interrotta da refrain di pianoforte, per poi mutare tonalita' una terza volta e condurci cosi' al finale, arricchito da un altro grande assolo di chitarra. Arlecchinata e' condotta dal pianoforte con vocalizzi di voce femminile intervallati dalla voce narrante di Arturo, l'atmosfera e' leggermente piu' tesa, poi comincia anch'egli a cantare mutando il timbro della canzone che diventa un po' piu' rassicurante, salvo tornare sui suoi passi nel finale, tutto cio' in tre minuti e mezzo. La Saga della Primavera e' condotta ancora dal pianoforte sulla sommessa voce, traccia lenta e decadente, la chitarra incalza man mano che la canzone scorre, un altro affresco delicatissimo e sognante. Mandragola e' lo strumentale conclusivo: brano piu' vivace, la chitarra e' stavolta piu' aggressiva e duetta magnificamente con le tastiere mentre fa capolino nuovamente la batteria; alla fine tutti gli strumenti convergono fino a sovrapporsi ed attorcigliarsi e chiudere cosi' il disco. Arturo Stalteri ha cosi' definito questo lavoro: "dai colori tenui, intimista e sognante, imperniato principalmente sul rincorrersi degli strumenti acustici ed elettrici e su una vocalità sottile e leggera". Posso solo dire che va premiata l'originalita' ed il coraggio di una delle formazioni piu' creative del prog italiano.

martedì 27 ottobre 2009

King Crimson - Thrak (1995)

Avevamo lasciato i Crimson nel 1984, quando pubblicarono Three of a Perfect Pair, che di fatto chiude il terzo capitolo (1981-1984) della saga, dopo il primo (1969-1971), e il secondo (1973-1975). Fripp si prende nuovamente una lunghissima pausa che dedica alla fondazione di una sua etichetta discografica, la Discipline Global Mobile (DGM), per essere finalmente libero dalle leggi del mercato, e quando sente il bisogno di tornare sulle scene lo fa con questo stupendo album. La formazione comprende i quattro musicisti del disco precedente, ovvero Fripp, Adrian Belew (che stava suonando con i Nine Inch Nails), Tony Levin, e Bill Bruford, piu' altri due: il bassista Trey Gunn ed il batterista Pat Mastellotto. Fripp aveva invitato ad unirsi al gruppo il cantante dei Japan, David Sylvian, ma costui aveva rifiutato, nonostante cio' i due realizzano insieme un album in cui suona Pat Mastellotto, ex dei Mr Mister, e Fripp rimane talmente colpito dalla tecnica percussiva di Pat che decide di arruolarlo. Mentre si narra che Trey Gunn sia un amico, una sorta di "allievo", di Robert Fripp, per cui partecipa anch'egli al progetto (non che non lo meritasse). Quindi abbiamo di fronte una formazione a dir poco inedita, un doppio power trio, per usare le parole di Robert, in cui poliritmie, duelli di groove, liberta' metriche e sovraincisioni sono all'ordine del giorno. Putroppo questa furiosa formazione dura solo due album e mezzo, ovvero l'EP che anticipa il disco in questione, contenente due brani inediti, e il live che ne segue, ricco di improvvisazioni, cioe' Thrakattak, a causa della difficolta' di gestire un gruppo di funamboli cosi' ampio. La musica e' cosi' composta da due band separate che suonano all'unisono seguendo due diverse partiture ma uno stesso fine, l'indisciplina nella disciplina secondo una strada gia' intrapresa dalla band stessa. Un gioco di armonie, fughe, scale parallele, sovrapposizioni, che ha qualcosa dell'incredibile, ancora una volta. Musica mai cosi' diretta, tenta quasi di fondere il passato remoto settantiano con il passato prossimo ottantiano. Il disco si apre alla grande con Vrooom, con chitarre in perfetto stile Crimson e le batterie che si inseguono, cambi, passaggi acustici, poliritmie e armonie cromatiche, arpeggi di chitarra, il tutto condensato in 4 minuti e mezzo, e fate attenzione ai bassi sullo sfondo. La seconda traccia, Coda Marine 475, e' sequenziale e prosegue il discorso cosi' iniziato, con l'atmosfera che si fa piu' tesa ed opprimente, ipnotica ed angosciante, con chitarre che battagliano fra distorsione ed arpeggi e batterie che pestano, piu' una voce sintetica. La terza traccia, Dinosaur, muta completamente i toni: e' una pop song alla maniera del Re Cremisi, cioe' orecchiabile, melodica, ma intricata, cervellotica, cangiante, con le batterie in netto controtempo che non danno riferimento alcuno al povero cantante, ed i testi stralunati dello stesso, il quale si lamenta che qualcuno sta scavando le sue ossa. Walking on Air cambia nuovamente i toni: si tratta di una delicata ballad per voce, chitarra, percussioni ed un leggero mellotron, episodio che porta la firma di Adrian e mostra tutta la sua capacita' di introspezione. Di conseguenza B'Boom cambia nuovamente completamente l'atmosfera, infatti e' una canzone condotta dalle due batterie e dal mellotron agghiacciante sullo sfondo, una traccia che non sarebbe strano trovare in un film horror nel momento di massima tensione, tranne quando il ritmo decolla e i due batteristi si fronteggiano all'ultimo sangue. A questo punto parte la title-thrak, che prosegue sulla stessa scia da brividi lungo la schiena: l'aria e' tesa, inquietante, le batterie in dissonanza proseguono quel groove terrorizzante e si inseriscono le chitarre ed i bassi a rendere l'atmosfera ancora piu' grave. E' un potente gioco di incastri, suoni distorti ed improvvisati, che sfoggiano tutto il genio e il song-writing di altissimo livello della band londinese. In seguito, Inner Garden I ha il compito di alleggerire un po' la tensione, senza esagerare troppo: si tratta di un breve episodio con la voce in primo piano e dolci arpeggi di chitarra, ma una pesante linea di basso non permette al morale dell'ascoltatore di sollevarsi piu' di tanto. Ma a questo ci pensa People, la traccia che segue: il ritmo diventa funky, incalzante, Adrian canta, i bassi pulsano, la chitarra dipinge note nell'aria e le batterie pestano alla grande. Canzone che cambia timbro tre o quattro volte e mostra ancora una volta le sconfinate lande che i Crimson sono in grado di raggiungere. Radio I sono 45 secondi di suoni tragici ad introdurre One Time, seconda ballata del disco. Un po' meno riuscita della prima a mio parere, conferma comunque l'atmosfera decadente, la malinconia, l'eleganza e una certa orecchiabilita', con le chitarre che si fanno acustiche e le percussioni piu' tristi che mai. In seguito parte Radio II, proseguimento dei suoni agghiaccianti sentiti nella prima parte, traccia di contorno piu' che altro, e si arriva cosi' ad Inner Garden II, speculare ad Inner Garden I e anch'essa molto gradevole. Si giunge quindi a Sex Sleep Eat Drink, la seconda pop song: le chitarre disegnano la melodia e Adrian sfoggia una gran prestazione alla voce su dei testi ambigui al massimo, le batterie che gareggiano per chi ha l'accento piu' pesante, per un perfetto connubio melodia+rumore. Vrooom Vrooom e' una evoluzione della prima traccia che ha il solo compito di, appunto, portare a compimento l'idea gia' esposta, idea che giunge a conclusione sulla traccia, ultima, seguente, Vrooom Vrooom Coda, intrecci di chitarra quasi prog-metal, batterie potenti e ritmiche sui piani bassi del pentagramma. Niente da aggiungere, siamo al cospetto della band piu' coraggiosa, sperimentatrice, innovativa e sconcertante che esista al giorno d'oggi.

sabato 24 ottobre 2009

Biglietto per l'Inferno - Biglietto per l`Inferno (1974)

Uno degli album culto del prog italiano, non ha avuto un gran successo commerciale all'epoca ma oggi e' molto diffuso e riconosciuto come uno dei migliori 10 album di prog nostrano. Un punkettone una volta mi ha confessato di possedere questo album e di apprezzarlo parecchio, unica opera prog che si confaceva alle sue orecchie, credo che cio' sia dovuto soprattutto ai testi inneggianti contro il clero. Formati a Lecco all'inizio degli anni 70 da un manipolo di ragazzotti poco piu' che ventenni, il Biglietto per l'Inferno e' composto dal carismatico singer Claudio Canali, il quale suona anche il flauto che ha un certo peso nel sound della band, per il suo aspetto freak con barba e capelli lunghi e per il tema delle sue liriche si guadagna il soprannome di Voce del Diavolo; vero animale da palcoscenico, interpreta ogni canzone con grande passione ed espressivita'; Giuseppe Banfi ad organo, moog e synth, il quale era solito presentarsi vestito da diavolo nei live; Giuseppe Cossa a piano ed organo; Marco Mainetti, chitarrista non tecnicissimo ma versatile e con uno stile incandescente; Fausto Branchini al basso ed il bravo batterista Mauro Gnecchi. Il gruppo si definisce un urlo nel mormorio di un convento, come riportano le note di copertina, e infatti il sound e' carico di vigore e veemenza, si puo' collocare a meta' strada fra prog romantico-sinfonico ed hard rock, con spunti dark ed atmosfere cupe. I toni sono molto espressivi e carichi di rabbia giovanile, a tratti ingenui e spontanei ma ricchissimi di idee. Pubblicano subito un album omonimo, mentre un secondo album non vede la luce a causa del fallimento della casa discografica, la Trident, fallimento che causera' anche lo scioglimento della band. La Mellow Records recuperera' quei nastri e dara' alle stampe Il tempo della semina nel 1992. Il tastierista Banfi ha avuto una discreta carriera solista nell'ambito della musica elettronica dopo aver conosciuto Klaus Schulze che di fatto e' stato il suo produttore. Il batterista Gnecchi ha continuato a suonare nel circuito prog e jazz, e' stato anche il batterista per l'album solista di Franco Mussida della PFM. Il bassista Branchini ha intrapreso una carriera da cantatutore di musica leggera dal 1989 e ha pubblicato un romanzo filosofico. Il cantante Canali ha avuto una crisi di coscienza e si e' fatto frate eremita nel 1994, ora vive in un convento in Toscana. La musica del gruppo e' basata sugli intrecci dei due tastieristi e sulla chitarra, a cui si aggiunge il flauto del cantante, con testi forti e d'effetto. Il disco si apre con Ansia, che comincia con un organo pastorale incalzato da arpeggi di chitarra, la quale presto si fa piu' dura e nervosa, su cui si inserisce il flauto facendo virare bruscamente la direzione del brano, in seguito la batteria martellante indurisce ulteriormente il suono. I testi parlano di un ladro assassino che tenta, invano, di trovare un riscatto nella religione. La seconda traccia, Confessione, e' il brano piu' bello del disco e un classico del prog. E' un rock'n'roll scalmanato trascinato dalla chitarra e dal flauto, con repentini cambi di ritmo e una parte strumentale tiratissima, tendente all'hard, arricchita da inserimenti di pianoforte e cori in falsetto. I testi riportano il dialogo fra un peccatore nell'atto di confessarsi con un prete poco propenso al perdono, sulla scia del Testamento di Tito di De Andre'. Riporto qui la confessione del malandrino e le risposte che riceve dal prete.


Racconta fratello qual è il tuo peccato

Dimmi con chi quante volte sei stato

Hai detto bugie, hai fatto la spia. Orsù

Perché indugi son frate Isaia


Ascoltami frate non so se ho peccato

Ho ucciso un bastardo che avrebbe voluto

Coprire coi soldi il suo sporco passato

Tentando così di beffare il suo fato


Cosa dici fratello, tu hai ammazzato

Nel quinto ricorda ti è stato proibito

Non posso salvarti dal fuoco eterno

Hai solo un biglietto per l'inferno


Ascoltami frate e dimmi se questo,

Lo chiami peccato o un nobile gesto.

Ho preso dei soldi a un ricco signore

Per dar da mangiare a un uomo che muore


La sottintesa critica alla morale cristiana e' palese, non c'e' giustificazione alle malefatte, neanche se l'intenzione era a fin di bene. Si prosegue con Una strana regina: traccia basata sugli intrecci di tastiere di Banfi e Cossa, un incipit melodico e riflessivo lascia presto il posto ad un ritmo frenetico. Il testo e' una sferzante critica sociale che riabilita chi vive ai margini e nell'illegalita' poiche' cosi' costretto dalla societa'. Il nevare, quarta traccia, presenta un'atmosfera drammatica, e' un pezzo piu' marcatamente prog con qualche accenno pop, sostenuto da un gran dialogo fra le tastiere e una chitarra distorta, spesso interrotto da accelerazioni improvvise di batteria che rendono il brano multisfaccettato. I testi sono stavolta intimisti, con il protagonista che contempla la bellezza del mondo durante una nevicata, bellezza ingannevole perche' la neve sta, di fatto, occultando tutti i mali della societa' moderna. La suite L'amico suicida e' caratterizzata invece da toni molto cupi. Brano introdotto dal sintetizzatore cui presto subentra il flauto a cambiare ancora una volto il tono e conferendo un'incredibile vitalita' alla traccia, il cantato epico ed un vigoroso basso, nonche' le tastiere sparatissime rendono questo brano un capolavoro. Dopodiche' si inserisce la parte cantata, segue una lunga jam strumentale e infine l'ultima strofa cantata chiude il pezzo. Qui si parla di suicidio, condannato dalla morale cristiana ma compreso dal cantante, il quale ha parole di indulgenza nei confronti dell'amico che ha deciso di togliersi la vita. Chiude il disco una versione strumentale di Confessione, ridotta a tre minuti e mezzo di puro ed energico hard rock. La band si e' riformata quest'anno con Banfi, Cossa e Gnecchi piu' altri musicisti, pare che il suono si sia arricchito con tratti folk e sia previsto un album. Rimango sintonizzato.

sabato 17 ottobre 2009

Pavlov's Dog - Pampered Menial (1975)

I Pavlov's Dog sono stati la miglior band americana che si sia dedicata al prog, hanno composto probabilmente il miglior album di prog americano e hanno annoverato nelle loro file uno dei migliori cantanti del genere. Approccio stilistico singolare, il loro e' un mix di folk americano, rock e prog, con un occhio di riguardo alla melodia, e questa eterogeneita' e' dovuta al fatto che il gruppo e' composto da ben sette elementi, ciascuno dei quali porta un background musicale diverso. Il nome scelto e' anche abbastanza insolito, Ivan Pavlov fu un fisiologo russo insignito di premio nobel nel 1904 per i suoi studi sui riflessi condizionati, studi per i quali utilizzo' dei cani (quando non c'erano ancora le associazioni animaliste), da cui il nome. La band si forma nel 1975 a St. Louis, Missouri, e da' immediatamente alle stampe questo capolavoro, seguito da altri due album nel 76 e nel 77, a gruppo ormai gia' sciolto. Una reunion nel 1990 portera' un altro album, e' inutile dire che nessuno di questi dischi e' stato in grado di eguagliare la bellezza del primo. Proprio a causa del grandissimo successo riscosso, la band ha subito pesanti pressioni dalla casa discografica, la Columbia, pressioni che hanno minato la coesione interna, gia' difficile da gestire di per se' a causa dell'elevato numero dei componenti, e causato di fatto lo scioglimento del gruppo. Il sound dei Pavlov's Dog non e' eccessivamente complicato o contorto, si basa su idee semplici e ben sviluppate, parte da spunti melodici per poi divagare su di essi, senza mai esagerare o dilungarsi troppo. E' una musica che non punta sulla contaminazione o sulla complessita', quanto piu' sull'originalita', sull'enfasi e sulla passione. Proprio la passione spicca fra le caratteristiche del gruppo, passione espressa dalla calda, emozionante, intensa voce di David Surkamp, il cantante di cui sopra, dotato di un'ugola inconfondibile, androgina, in grado di raggiungere vette spropositate. Dicevo, questa passione e' anche espressa dalla forte carica di introspezione che caratterizza ogni canzone, e dai testi, spesso molto romantici ed evocativi, e tutti scritti da David, anche autore di 6 delle 9 tracce di cui e' composto l'album. Il gruppo e' quindi composto da David Surkamp, cantante e chitarrista, Steve Scorfina alla chitarra, David Hamilton alle tastiere, Mike Safron alla batteria, Rick Stockton al basso, Sigfried Carver al violino, Doug Rayburn a flauto e mellotron. La loro musica e' fondata sugli intrecci creati dalle chitarre e dalla tastiera, oppure dal flauto e dal violino, con pochi assoli personali, su cui troneggia la splendida voce di David, mentre la sezione ritmica si limita ad accompagnare ma senza sbagliare una nota. Il disco comincia con Julia, la piu' bella canzone del disco a mio parere, una dichiarazione d'amore in tutto e per tutto: un crescendo di piano con dolcissimi arpeggi di chitarra acustica e un assolo di flauto nella parte centrale sono solo il contorno per la prima prestazione del cantante, il quale mostra subito tutto il suo immenso pathos. E' una canzone che spacca il cuore. La seconda traccia e' Late November, dai toni piu' progressivi rispetto a Julia, che e' piu' pop-folk: ancora una canzone dai tristi umori, basata su un riff di chitarra elettrica e folate di mellotron, con ancora la voce di David a dominare il tutto. Con Song Dance si toccano invece lidi hard rock grazie ad una chitarra distorta che insegue una batteria martellante ed ossessiva, salvo poi arrestarsi improvvisamente per lasciare spazio ad uno splendido assolo di violino. Fin qui la band americana ha sicuramente stupito. Con Fast Gun, condotta dalle tastiere, l'atmosfera cala un po', la parte centrale del disco e' piu' "canonica" ma sempre di ottima fattura. Natchez Trace e' orientata sul rock, con un grande Steve alla chitarra elettrica che duetta alla grande con le tastiere e con la solita voce di David. Con Theme for Subway Sue si torna su livelli elevatissimi: grande potenza espressiva, e' una ballata molto melodica e romantica valorizzata ulteriormente da un magnifico assolo di chitarra. Poi vi sono due brevi, ma intensi brani, ad introdurre il gran finale del disco; si tratta di Episode, acustico e delicato, e Preludin, strumentale e vivace, su un tema che ha qualcosa di rinascimentale. Cosi' si arriva al pezzo finale, Of Once and Future Kings, degna conclusione dell'album: brano di impronta rock, basato sugli intrecci fra piano e voce con le chitarre ad accompagnare, ricca di cambi di tempo e di atmosfera, e' infatti la traccia piu' lunga. Un disco emozionante, sanguigno, originale, dai toni fortemente enfatici, malinconici, eppure molto semplice e di immediata assimilazione, si sente l'anima americana della band. Fortemente consigliato.

mercoledì 14 ottobre 2009

Perche' l'aggravante di omofobia e' incostituzionale

Riporto qui le motivazioni avanzate dalla Camera per cui il reato di omofobia non sussiste in quanto incostituzionale. Non commento perche' qualunque commento risulta superfluo, chiunque dotato di buon senso puo` trarre le sue ovvie conclusioni.

Ddl Camera 1658-A
No della Camera all'esame della proposta di legge che puntava a introdurre nel Codice Penale l'aggravante per i reati commessi in ragione dell’orientamento sessuale della vittima ovvero per omofobia. L'Aula ha infatti approvato una mozione dell'Udc nella quale si stabilisce l'incostituzionalità della proposta di legge. Secondo la mozione la proposta vìola il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto "l’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compresi incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo ecc". Inoltre per la pregiudiziale di costituzionalità «non essendo possibile accertare nell’interiorità dell’animo l’autentico movente che spinge alla violenza, ne conseguirebbe che chi subisce violenza, presumibilmente per ragioni di orientamento sessuale, riceverebbe una protezione privilegiata rispetto a chi subisce violenza tout court». Il testo poi, secondo la pregiudiziale approvata, "si pone in contrasto con l’articolo 25 della Costituzione in quanto in assenza di una nozione di orientamento sessuale la circostanza aggravante, nella parte in cui dà rilevanza all’orientamento sessuale, viola il principio di tassatività della fattispecie penale".
(13 ottobre 2009)

venerdì 9 ottobre 2009

Nightingale - Daylight Saving Time (2003)

I Nightingale sono (tralasciando il gruppo di Dan Swano) una band della mia citta' natale, Matera, autori di quest'unico album distribuito dalla Fossil Records e acquistabile online sul sito di quest'ultima, prima dello scioglimento dovuto principalmente al fatto che i suoi membri sono partiti per l'universita' e non hanno piu' avuto occasione di suonare insieme. Sono uno fra i pochi fortunati possessori di una copia originale del disco in questione poiche' sono stato compagno di liceo e di banco del leader Piero Delucia, copia che ho pagato la bellezza di 5 euro direttamente al summenzionato leader, senza ricevere alcuna ricevuta fiscale fra l'altro. Quindi la recensione che vado ad eseguire e' doverosa, vuoi per l'affetto che provo per qualunque cosa provenga dalla mia citta', vuoi per il mio legame (completamente platonico) con Piero, ma anche per il fatto che il lavoro in questione e' un lavoro decisamente ben riuscito e merita sicuramente l'ascolto. Piero Delucia suona la chitarra, alcune parti di basso e canta, Francesco D'Ercole suona le tastiere, Paolo Ruggieri la batteria e Nicola Ruggieri il basso. Ho conosciuto personalmente ciascun componente della band ed assistito ad alcune prove in garage, cioe' in studio, e cio' e' per me ancor piu' motivo di orgoglio. Il sound e' riassumibile come un prog metal sinfonico, la cui caratteristica principale sono i bruschi passaggi da momenti acustici a sfuriate elettriche, gli spunti melodici ed i tecnicismi di Piero, autore di tutte le composizioni e di tutti i testi. Questi ultimi meritano una nota positiva per la poeticita' e l'impegno profuso. Il disco parte con Elsehow, traccia di introduzione che non dura neanche 40 secondi e composta da brevi arpeggi di chitarra acustica. Permanent Daylight comincia con un bel riff di tastiera e con la chitarra elettrica di Piero che va via via inserendosi, prima che parta il cantato su un bel tappeto di piano e percussioni: la traccia va via via acquistando carica ed aggressivita', la voce descrive una melodia orecchiabile mentre la parte strumentale e' una via di mezzo fra prog rock e prog metal. Canzone riuscita che vede un'alternanza di pezzi calmi e pezzi piu' aggressivi, percussioni, chitarra elettrica e chitarra acustica, tastiere; si possono individuare due temi principali ripresi piu' volte ma senza per questo rendere la traccia monotona, anzi; sicuramente un buon modo per aprire un album. Illusions in the Magazine si apre stavolta con l'acustica, mentre la tastiera ricama note glaciali, in seguito e' la volta della chitarra elettrica che si accoda sulla scia della tastiera. Quando prorompe la voce la melodia diventa orecchiabile e molto romantica, nonostante la chitarra rimanga ancora molto heavy. Dopo un po' la canzone cambia totalmente registro e parte un assolo di chitarra elettrica incalzato da un assolo di chitarra acustica con un risultato che sicuramente stupisce, dopodiche' riparte la melodia di apertura che chiude il pezzo. Fin'ora l'ascoltatore ha avuto la sensazione di ascoltare un unico pezzo continuo, tanto le tracce sono conseguenziali e ben legate fra loro, pur proponendo diverse composizioni e melodie. Ora Legale e' tutta composta da una chitarra acustica che ricorda qualcosa di sudamericano su una base di percussioni; ancora una traccia ben riuscita. Nobody Cares of Dusty Mellow e' la piu' lunga dell'album: dopo una intro strumentale molto prog metal e piena di sovraincisioni di chitarra su una base di tastiere, la canzone prende carica grazie agli intrecci fra tastiere ed una chitarra elettrica incazzatissima. In seguito si inserisce la dolce voce di Piero ma il registro non cambia: si prosegue su una via di mezzo fra prog classico e metal e cosi' via sino alla fine, per una traccia dai multipli umori e ricca di cambi di ritmo. Nightingale e' invece molto dolce, introdotta da arpeggi di chitarra accompagnati da un malinconico piano. Si sviluppa su questa falsa riga per tutta la sua durata, con ancora la voce di Piero in primo piano indurendosi nella parte centrale grazie alla solita chitarra elettrica, prima di regalarci un meraviglioso assolo di flauto che disegna una dolce melodia poi ripresa ancora dalla chitarra. Oozing Twilight e' uno strumentale basato sull'intreccio tastiere-chitarra, con le prime maggiormente in evidenza: ancora una canzone carica di cambi di tempo e melodie raffinate, con finalmente il basso in bella evidenza. Curved Air e' una traccia calma e malinconica, con il cantato in primo piano accompagnato dalla chitarra, stavolta molto piu' calma, e dalle tastiere, che si chiude con dolci arpeggi di acustica che proseguono sul pezzo successivo. Exit? continua lo struggente assolo di Piero all'acustica, poi e' il silenzio per svariati minuti fino a quella che dovrebbe essere la traccia fantasma, cioe' una linea di chitarra accompagnata da semplici accordi di tastiera che, di fatto, chiude l'album. Un bellissimo disco, con composizioni ricche di cambi di tempo e di umore, la musica e' calda e raffinata con un tocco di italianita' sul metal che spesso rimanda ai Dream Theater, soprattutto nelle parti di chitarra elettrica. Peccato per il mixaggio casereccio che penalizza soprattutto la batteria, ma i mezzi erano quelli che erano.

venerdì 2 ottobre 2009

Un'inchiesta che non vedrete mai sulla televisione italiana

Questo e' un servizio andato in onda su una rete australiana, la ABC, servizio che su una rete italiana non si vedra' mai, almeno finche' Berlusconi regna sovrano. Riporto la traduzione del rissunto del servizio presa pari pari dal sito, questo sito :http://www.abc.net.au/foreign/content/2009/s2699967.htm.
La corrispondente europea Emma Alberici intervista alcune delle persone che ultimamente hanno ricoperto un ruolo di primo piano nelle vicende recenti riguardanti il capo dello stato italiano e ne ha realizzato un interessantissimo documentario.

Introduzione:
Una escort alta e bionda dichiara di aver dormito con il leader di una intera nazione e porta con se' registrazioni telefoniche e foto come prova. Una modella di intimo di 18 anni invita questo leader al suo compleanno ed egli accetta (senza dire niente a sua moglie) e porta un costoso regalo di compleanno. In qualunque altra parte del mondo questo scenario avrebbe provocato uno scandalo esplosivo che avrebbe cancellato completamente la carriera politica dell'individuo in questione. Ma questa è l'Italia e, nonostante una serie di indiscrezioni e una nuvola di clamore, Silvio Berlusconi rimane uno dei leader più popolari del mondo. La corrispondente europea Emma Alberici - che ha trascorso la sua infanzia in Italia - è chiaramente perplessa per una nazione così pronta a perdonare i modi da donnaiolo del loro capo. Emma e' anche affascinata dalle promozioni politiche di Silvio Berlusconi - donne prelevate da riviste maschili o studi televisivi e collocate in posizioni di prestigio. "Questa e' una storia che mi riguarda a livello personale. In qualita' di italiana cresciuta all'estero sono tornata per scoprire cosa è successo a questo grande paese. Per scoprire in che modo uno degli uomini più ricchi d'Italia ha usato il suo potere per combattere la chiesa, la stampa, e anche sua moglie. E in che modo Silvio Berlusconi - l'uomo che chiamano Il cavaliere (cavaliere di sto cazzo, ndB) - sta cambiando l'Italia con il coinvolgimento di donne bellissime per aiutarlo."
Emma Alberici, Corrispondente Europea
Questa settimana ho incontrato alcune delle donne di Berlusconi, fra cui la escort Patrizia D'Addario, la quale sostiene di aver dormito con Berlusconi, il quale si era offerto di intervenire in una transazione di proprieta' che stava diventando problematica per la D'Addario. Ho incontrato anche la modella part-time e presentatrice televisiva Elisa Alloro che e' stata invitata a casa del Primo Ministro e a cui e' stata offerta la prospettiva di una poltrona nel Parlamento Europeo. Ho cercato di comprendere la mentalità italiana recandomi in visita in Italia con i miei parenti e ho cercato di sondare il loro parere in merito al comportamento di Berlusconi durante un pranzo nel ristorante di famiglia. Ma in una nazione in cui Berlusconi non si vergogna di esercitare il suo peso politico e l'uso preponderante dei suoi media, ho scoperto che il semplice atto di porre domande puo' provocare risposte appassionate e scatenare l'ira di una delle nomine femminili di Berlusconi.
[Scorre il video della Meloni]
Di cosa stai parlando? State tutti dicendo un mucchio di bugie e le state diffondendo in tutto il mondo e questo è intollerabile perché si gioca con la nostra democrazia, si sta giocando con il nostro orgoglio nazionale. Stai inventando le cose. Non è tollerabile. Mi dispiace, non è tollerabile.
Il Ministro della Gioventu' Giorgia Meloni.
[Comincia l'intervista alla D'Addario]
Emma: Il Film Festival di Venezia è diventato uno degli appuntamenti imperdibili del mondo delle celebrita' dalla A alla Z. Superstar di Hollywood escono dal loro mondo per arrivare qui, così anche la nuova generazione di attori. La maggior parte delle stelle italiane qui hanno una certa celebrita' - la maggior parte sono solo conosciute dalla gente del posto. E' una celebrazione del famoso e del famigerato.
[sedute insieme in gondola]
"La tua vita è totalmente diversa adesso, vero?"
Patrizia D'Addario: "Sì, tutti mi dicono di andare avanti, di avere coraggio".
E.: Patrizia D'Addario non e' in televisione ne' ha una carriera cinematografica eppure la maggioranza degli italiani sa esattamente chi è. Lei è la escort che dormiva con il loro primo ministro e i paparazzi non possono fare a meno di lei.
P.: "Tutti sapevano che ero una escort, anche alle altre ragazze ne ho parlato. Fin dall'inizio non ho avuto bisogno di dire che ero una escort. Voglio dire, ovviamente, avrei potuto mentire su ciò che ero ma non l'ho fatto".
E.: In quasi tutte le altre parti del mondo se una prostituta alta e bionda va a letto con un uomo sposato che sta conducendo una nazione, cio' provocherebbe uno scandalo che ne distruggerebbe la carriera e arrecherebbe grave danno al governo, ma non qui e non con questo leader nel cui repertorio sono compresi canti e balli.
P.: "Abbiamo parlato di tutto. Ho avuto anche un ballo lento con lui. Si avvicinò a me e abbiamo parlato e lui ha cantato alcune canzoni."
Registrazione di voce maschile: "Vado a fare una doccia, eh, allora mi aspetti nel letto, se hai finito prima?"
Voce di Patrizia D'Addario: "Quale letto? quello di Putin?".
E.: Si dice che la voce di questa registrazione sia quello di Silvio Berlusconi, presidente del G8 e leader della terza economia più grande d'Europa. Settantatre anni, perennemente abbronzato e leader del principale partito del paese - partito che include decine di donne giovani e belle.
P.: "Per lui il partito e' sono un modo per incontrare nuove ragazze - almeno questa è stata la mia esperienza. Per le ragazze è chiaramente un'occasione, un modo semplice per salire la scala del successo, specialmente per coloro che vogliono essere nel settore dello spettacolo."
E.: Mi fa uscire di testa non capire perche' gli italiani perdonano i comportamenti del loro Primo Ministro e come Mr Berlusconi prenda le distanze dagli stessi (comportamenti). Ma porre questo genere di domande non è facile qui. E sono le domande che i ministri di sesso femminile non sopportano.
[Mostra un video]
Ministro Giorgia Meloni: [Irata] "Cos'altro devo fare? Cosa stai dicendo? Stai diffondendo un mucchio di bugie, in tutto il mondo! Questo è intollerabile, perché si gioca con la nostra democrazia. Si gioca con il nostro orgoglio nazionale. Stai inventando le cose. Non è tollerabile. Mi dispiace, è solo che non e' tollerabile! [alzandosi in piedi] Sono molto orgogliosa di essere italiana.
Emma: [In italiano] "Anche io, sono orgogliosa di essere italiana".
[Finisce l'intervista]
Questa e' una storia che mi riguarda a livello personale. In qualita' di italiana cresciuta all'estero sono tornata per scoprire cosa è successo a questo grande paese. Per scoprire in che modo uno degli uomini più ricchi d'Italia ha usato il suo potere per combattere la chiesa, la stampa, e anche sua moglie. E in che modo Silvio Berlusconi - l'uomo che chiamano Il cavaliere - sta cambiando l'Italia con il coinvolgimento di donne bellissime per aiutarlo.
Sono venuta ad Ischia, un'isola al largo della costa di Napoli. E' una delle principali destinazioni turistiche del Paese. La gente che vive qui, insieme a molti altri nel sud d'Italia, spesso si sente trascurata dal governo centrale. Questo è mio cugino Carmine Porto la cui famiglia gestisce questo ristorante da trent'anni. Mio zio, Franco Porto è cuoco qui dagli anni '60. Lui e Silvio Berlusconi hanno lanciato le loro attività circa nello stesso anno. Sono fan del Primo Ministro, perché al loro modo di vedere, l'onorevole Berlusconi è un esempio di ciò che si può raggiungere se si lavora duramente.
[La Alberici al tavolo con i parenti]
Carmine: "Berlusconi, per noi che abbiamo un'attività commerciale, ci piace per la sua mentalità aperta, il suo atteggiamento imprenditoriale, che è quello che ti aiuta ad andare avanti e guardare al futuro."
Emma: A un tavolo di amici che sono venuti per il pranzo, le opinioni divergono notevolmente su quanto sia efficace il primo ministro. Non tanto riguardo le sue schermaglie amorose e sessuali oppure su quanto sia concentrato sul suo lavoro di ogni giorno, ma circa le credenziali di molte delle donne che ha nominato per il suo governo.
Nicola: "Non mi sembra che queste persone siano state scelte per le loro capacità. Oggi l'Italia ha bisogno di competenze" (quanto e' vero, ndB).
E.: Uno dei punti cruciali qui, ovviamente, è circa l'industria del turismo, perché Ischia è un'isola e il turismo e' tutto. Ora l'attivita' turistica di mio cugino e' andata in rosso per il secondo anno consecutivo: si lamenta del fatto che il loro ministro del turismo è stato assunto dai ranghi delle showgirls, che lei non e' quindi impegnata per la causa e questa è una cosa particolarmente irritante per la gente di questa isola. Questo e' un paese dove l'apparire e' un'ossessione nazionale, e piu' che l'essere intelligenti conta il fatto di essere belle donne, soprattutto negli ultimi anni, e Silvio Berlusconi ha tirato fuori dal nulla un buon numero di donne e le ha promosse a posti d'immenso potere ed influenza. Se c'era qualche dubbio sul fatto che Berlusconi amasse circondarsi di belle donne, basta solo controllare il suo ministero. E le credenziali di alcune delle prime donne del Primo Ministro sono alquanto imbarazzanti. Parliamo di Mara Carfagna in Parlamento. Il Primo Ministro ha detto che l'avrebbe sposata se non fosse gia' stato impegnato. Questo è accaduto quando il signor Berlusconi ha incontrato Mara Carfagna la prima volta. Lei era una meteora in ascesa/presentatrice televisiva/modella/ragazza calendario e finalista di Miss Italia. Dopo le elezioni dello scorso anno, il signor Berlusconi le ha dato un lavoro apprezzato nel suo esecutivo, e così Mara Carfagna è ora in Italia il ministro per le Pari Opportunità. Elisa Alloro ha anche attirato l'attenzione di Silvio Berlusconi. Stava lavorando come modella part-time e come reporter televisivo in una delle sue reti, quando l'ha invitata nella sua casa in Sardegna per un colloquio. Le ha poi suggerito che avrebbe potuto concorrere per un posto in seno al Parlamento europeo.
"Se lei dovesse entrare in politica, quale sarebbe la sua priorità?" le ha chiesto.
Elisa Alloro: "Beh, io sto dalla parte delle donne... le donne intelligenti."
Emma: Elisa Alloro insiste sul fatto che non c'è nulla di scorretto nel suo rapporto con il Primo Ministro e che il suo unico interesse in lei era quello di incrementare il numero delle donne in Parlamento.
Elisa: "Per lui va bene, è un personaggio pubblico. Ma per noi, solo perché lavoriamo in televisione, meritiamo di essere sempre insultate? Perche' e' quello che accade".
David Lane: "Purtroppo c'è stata una degenerazione della politica. Abbiamo giovani donne elette perché sono amiche di persone potenti ".
Emma: Il giornalista David Lane ha osservato Silvio Berlusconi per qualche tempo. Otto anni fa, ha concluso il Presidente Berlusconi non era adatto a governare l'Italia e ha scritto un articolo bollente. Egli non ha cambiato idea.
David Lane: "Berlusconi è anche un uomo di notevole energia e credo che cio' sia ampiamente dimostrato. Lo ha dimostrato come uomo d'affari, lo ha dimostrato come politico. Oltre che
di energia notevole, alcune persone lo considerano un uomo di notevole fascino. Credo che il fascino sia una questione molto soggettiva. Altre persone potrebbero vedere come volgarità
quello che alcuni vedono come fascino".
[Viene proiettata una serie di filmati presi da Videocracy]
"La gente e' chiamata a rispondere ad alcune domande. Se la risposta e' giusta, la casalinga in studio avrebbe cominciato a togliersi i vestiti."
Emma: Molto prima di essere primo ministro e dopo aver avuto una carriera come pianista di navi da crociera, Silvio Berlusconi si butto' nel mondo degli affari e della televisione. Questa è una delle prime TV prodotta da Berlusconi negli anni '70. E' il preludio di ciò che stava per
accadere. Fissazione della televisione italiana per gli indumenti succinti e per le donne semi nude.
Videocracy: [una donna esegue uno strip in TV] "Ciò che nessuno di noi sapeva era che questa era la nascita della televisione del presidente, l'inizio della rivoluzione culturale."
Erik Gandini: [Filmmaker] "Si può dire che senza queste ragazze e senza il corpo femminile, Berlusconi non avrebbe mai ottenuto il potere economico e il potere che ha acquisito in questi anni."
Emma: nel documentario di Erik Gandini "Videocracy" ci e' dato un assaggio di come la concorrenza possa essere feroce per la possibilità di essere visti in TV. Fin dall'inizio, una caratteristica della televisione italiana sono state le showgirl o veline. Come me, Erik Gandini è un italiano che ha trascorso la maggior parte della sua vita vedendo l'Italia da una certa distanza.
Erik Gandini: "In Svezia la gente mi pone sempre questa domanda, 'Cosa c'e' che non va con l'Italia?' La gente ride molto dell'Italia, in particolare di Berlusconi, naturalmente. Ridono della TV italiana."
Emma: Si può ridere della TV italiana, ma Silvio Berlusconi non è da ridere. Da quei primi momenti di trash televisivo ha costruito un enorme impero mediatico. Forbes Magazine pone la fortuna della sua famiglia a 8 miliardi di dollari (5,5 miliardi di euro circa, ndB). Le persone sono affascinate dalla sua storia, il miliardario che si e' fatto da solo, che è passato dal nulla ad essere un barone dei media, il proprietario del Milan Football Club e Primo Ministro per tre volte negli ultimi quindici anni. Ma sono i suoi media che lo aiutano a sopprimere gli scandali.
Ezio Mauro: "Si deve prendere in considerazione questo fatto: quando questo programma verra' trasmesso l'audience televisiva australiana saprà di più su questa vicenda di quanto il pubblico italiano conosca."
Emma: Ezio Mauro, direttore del quotidiano La Repubblica, ha cercato di chiedere al Primo Ministro un resoconto sui suoi affari. Ogni giorno per quattro mesi il giornale ha stampato le stesse dieci domande. Silvio Berlusconi si e' sempre rifiutato di rispondere, e Mauro si e' ritrovato citato in giudizio per aver osato chiedere. La principale concorrenza del giornale di Ezio Mauro è di proprietà della famiglia del primo ministro, il quale possiede o controlla anche l'80% del mercato televisivo.
Ezio Mauro: "Un gruppo di ricerca indipendente ha scoperto che dopo le ultime elezioni europee l'82% degli italiani ha preso le sua decisione definitiva su chi votare esclusivamente dalla televisione."
Emma: Se avete domande o volete criticare, preparatevi ad una punizione esemplare, anche se siete sostenuti dal Vaticano. Quando un giornale influente nella chiesa ha invitato Silvio Berlusconi a mostrare maggiore serieta', il direttore Dino Boffi è stato attaccato dalla stampa di Berlusconi. Egli e' stato etichettato come omosessuale e costretto a dare le dimissioni.
David Lane: "La gente comune direbbe che questo è indecente, questo è improprio, questo è disgustoso, questo è assolutamente inaccettabile e persino la Chiesa e' stata costretta a dire no, le cose sono andate troppo oltre".
Emma: Ma è nell'aria rarefatta del club dei miliardari che a Silvio Berlusconi piace esercitare il suo peso e in cui la linea tra decisione personale e decisione politica diventa confusa.
Siamo negli studi di Sky Italia, di proprietà di un altro titolare di una delle piu' potenti reti televisive, Rupert Murdoch, e ancora una volta, siamo circondati da belle ragazze in lotta disperatamente per una carriera di fronte alla telecamera.
Quest'anno Berlusconi il Primo Ministro ha raddoppiato la tassa che Sky deve pagare per trasmettere in Italia e cio' non può essere un male per il Presidente Berlusconi, il magnate dei media.
David Lane: "So che il controllo sulla televisione significa che si determini quali notizie siano divulgate e come siano divulgate."
Emma: Ora torniamo a Berlusconi, l'uomo delle donne. La modella di intimo Noemi Letizia ha invitato il Primo ministro alla sua festa per il diciottesimo compleanno. Non solo ha accettato, ma, l'uomo che lei chiama Papi, le ha comprato un regalo speciale, un diamante di diecimila dollari e una collana d'oro.
E 'stata l'ultima goccia per la moglie di Silvio Berlusconi, Veronica Lario. Ha chiesto il divorzio sostenendo che suo marito usava il suo potere per incutere fascino alle donne, che era malato e necessitava di aiuto per curare la sua dipendenza dal sesso.
Ezio Mauro: "Nel frattempo, questa storia è esplosa perché la moglie del primo ministro - la First Lady d'Italia - ha dichiarato nel modo più pubblico," mio marito frequenta minorenni".Emma: Parlare dei peccatucci del primo ministro riesce a compromettere anche i suoi impegni con i diplomatici stranieri. Qui in una conferenza stampa con il Primo Ministro spagnolo, questioni politiche importanti sono state sommerse dall'interesse dei mass media spagnoli circa la sua vita privata. Un giornale spagnolo ha appena pubblicato le foto di donne nude con Berlusconi nella sua villa al mare.
[Immagini della conferenza stampa]
Presidente del Consiglio Berlusconi: "Nella mia vita non ho mai nemmeno una volta dovuto dare soldi per servizi sessuali. E ti dirò perché pure. Perché sono uno che gode della conquista, la gioia e la soddisfazione più grande è la conquista."
[Immagini di un giornalista che grida nella folla] "Primo Ministro, perché non sta rispondendo alle domande?"
Il Primo Ministro preferisce parlare a lungo e ininterrotto ad un pubblico adorante di tremila fan, e al suo fianco è il suo fedele ministro della Gioventù, Giorgia Meloni.
[Immagini da Porta a Porta]
Presidente del Consiglio Berlusconi: "Sono felice di essere seduto qui accanto a Giorgia."
Emma: Il Sig. Berlusconi parla dei suoi successi per un'ora e mezza e si dipinge come un visionario che ha guidato tutti gli altri in opposizione alla crisi finanziaria globale.
Presidente del Consiglio Berlusconi: "Poi è arrivata la crisi finanziaria ... siamo stati gli unici che l`hanno prevista".
Emma: E nel suo unico riferimento alle questioni extra-curriculari, scherza sulle accuse della moglie di dipendenza sessuale.
Presidente del Consiglio Berlusconi: "Ho fatto tutte queste cose da malato, immaginate che cosa avrei potuto fare se non lo fossi stato".
Emma: Quando l'onorevole Berlusconi ha lasciato il palco ho avuto l'opportunità di parlare con uno dei suoi quattro ministri donna, Giorgia Meloni, che ha iniziato la sua carriera politica a quindici anni come studente attivista.
Giorgia Meloni: "Penso francamente che gli italiani siano interessati ad altre cose. Vogliono sapere che cosa Silvio Berlusconi sta facendo per il bene della nazione, e francamente le sue relazioni sessuali sono di scarso interesse."
Emma: "Ma le sembra giusto che il primo ministro non risponda alle domande?"
Giorgia Meloni: "No, scusi, no ... guardi! Non so dove pensiate che siamo, ma siamo in Italia, una repubblica moderna. Si dispone di una conferenza stampa, i giornali mandano i loro giornalisti. Loro scelgono quali. E i giornalisti vengono e fanno le domande. E' lo stesso che accade nel resto del mondo."
Emma: E' stato un po' più civile quando ci siamo seduti con il ministro degli Esteri Italiano. Franco Frattini è uno dei più cari amici di Silvio Berlusconi al governo e lui non ha mai pensato ad altro che ad un serio lavoro per la politica italiana.
"Il premier ha ora piu` di 70 anni, sta mostrando segni di stanchezza?"
Franco Frattini: "No, assolutamente. È assolutamente sicuro per l'ultima legislatura. La legislatura si concluderà nel 2013. Abbiamo una maggioranza solida in Parlamento. Il problema e` che non abbiamo ancora una vera e propria opposizione, unita e costruttiva. Questo è il problema."
Emma: L'Italia ha una storia nel difendere la libertà in tutto il mondo, e adesso ci sembra ci sia un po' di contraddizione nel modo in cui sta attaccando i suoi mezzi di comunicazione interni, oltre al semplice fatto che sta attaccando le persone che hanno il coraggio di fare domande.
Franco Frattini: "Be 'noi rispettiamo completamente tutte le libertà, noi siamo in lotta per le libertà, ma vogliamo essere rispettati".
Emma: ed Elisa Alloro, che e` tra gli amici di Berlusconi, dice che gli stranieri dovrebbero calmarsi e smettere di essere troppo indiscreti. Il suo percorso verso un seggio nel Parlamento europeo è stato bloccato dall'ultimo scandalo che circonda il Primo Ministro.
Elisa Alloro: "In Italia soprattutto, ma penso in tutto il mondo, se sei bello è facile per le persone vedere solo ciò che sei all'esterno. E' difficile avere le gambe lunghe e un sorriso intelligente."
Emma: Patrizia D'Addario sarà sempre ricordata come la escort che e` andata a letto con il Primo Ministro. Ella sostiene inoltre che il Primo Ministro le abbia offerto un lavoro in televisione o in politica. Una commissione di reato sta ora indagando sull'assunzione di decine di prostitute per le feste nella residenza ufficiale del Presidente Berlusconi a Roma. Il ministro non si deve preoccupare, però, egli ha approvato delle leggi che gli danno l'immunità dai procedimenti giudiziari.
Patrizia D'Addario: "Io so solo una cosa... che fino ad ora io sono l'unica che ha detto la verità. Questa situazione è diventata molto difficile per me, perché io sono l'unica che ha detto la verità".
Emma: Capire i modi del Primo Ministro è un buon modo per capire l'Italia. Un bel posto dove essere sexy e intelligente è una strada per il successo e dove una donna che non ha paura di essere fotografata semi nuda potrebbe diventare lei stessa il primo ministro.

sabato 26 settembre 2009

Affinity - Affinity (1970)

Gli Affinity nascono nel 1969 come blues band e dopo aver inciso qualche singolo rock/blues si avvicinano al prog pubblicando un album omonimo nel 1970, di cui la recensione. Tracce di blues sono comprensibilmente presenti, oltre a molto jazz e molta psichedelia. Il gruppo e' formato dal bassista Mo Foster, la cantante Linda Hoyle, che avra' anche una carriera solista, il chitarrista Mike Jupp, il tastierista Lynton Naiff ed il batterista Grant Serpell. Partecipa alla stesura dell'album anche il bassista/tastierista dei Led Zeppelin Jon Paul Jones, con il compito di campionare i fiati. Il sound del gruppo inglese e' caratterizzato dal torrido organo di Lynton, la chitarra graffiante di Mike e la voce soul, sporca e calda di Linda, in un'atmosfera molto sixties. Il disco si apre con I am so are you, canzone tendente al soul, con un bell'accompagnamento di fiati, tastiere e chitarra che duettano alla grande e la voce potente della Hoyle; si sentono i primi accenni psichedelici. Night Flight e' piu' sommessa e soffusa: l'atmosfera si fa piu' romantica e la chitarra arpeggia alla grande, l'organo ravviva il tutto lanciandosi in un grande assolo nella parte centrale e Linda continua a dare sfoggio della sua classe fino ad un finale che richiama il tema di apertura; traccia piu' blues e ancora con un'anima soul, passionale e stralunata. La terza traccia e' una cover degli Everly Brothers, che non ho idea di chi siano, e si tratta di I wonder if I care as much: qui e' la chitarra che domina il suono, oltre all'onnipresente voce, traccia malinconica ed emozionante. Mr Joy, a seguire, e' probabilmente la canzone piu' bella del disco con il suo rock psichedelico: melodia orecchiabile, organo che domina il sound e atmosfera cangiante; traccia molto calda con ancora una grande prestazione della Hoyle, protagonista di un acuto mozzafiato. Three Sisters e' invece un pezzo che poteva appartenere ai loro esordi, infatti e' infarcito di blues su una base rock'n'roll; i fiati fanno da padroni in una canzone trascinante, orecchiabilissima e, devo dire, molto bella. Le ultime due tracce sono ancora due cover, una dei Lovin Spoonful, cioe' Coconut Grove, e una di Bob Dylan, All along the Watchtower. La prima e' una via di mezzo fra jazz e bit, molto originale e molto riuscita. La seconda e' una sorta di classico delle cover, infatti e' stata rifatta da Jimi Hendrix, Canned Heat, Grateful Dead, XTC e ora dagli Affinity, ma nessuna delle versioni proposte dai gruppi sopra menzionati, forse neanche l'originale, raggiungono l'armonia, l'onirismo, la grinta, la passione di quella proposta dalla band inglese. 11 minuti e mezzo di psichedelia avvolgente, chitarra e organo che si incastrano, basso pulsante e batteria incalzante, voce sempre sublime. Mentre il gruppo stava scrivendo materiale per il secondo album la cantante decide di abbandonare per intraprendere una carriera solista, e questo causera' lo scioglimento della band. Gli Affinity sono stati un'altra meteora del prog inglese, durati meno di due anni e con un solo album effettivo all'attivo, ma vale davvero la pena riscoprire questo album.

domenica 13 settembre 2009

Nuova Era - Il passo del soldato (1995)

Il Passo del Soldato e' l'ultimo disco in studio dei Nuova Era, l'unico registrato senza chitarra dopo la partenza di Alex Camaiti, e con il nuovo cantante Claudio Guerrini. Come si intuisce dal titolo si tratta di un concept sulla guerra, la quale viene pero' descritta oggettivamente tramite le angoscie del soldato impegnato in battaglia, senza esprimere pareri, i quali sono piuttosto lasciati all'ascoltatore. In questo lavoro ovviamente Walter Pini fa la parte del leone sbizzarrendosi con sovraincisioni e timbri vari, e' anche l'album che piu' ricorda un suono settantiano e la band di Keith Emerson, sempre principale ispiratore. La scelta del tema e' alquanto casuale, poiche' il lavoro e' nato da due pezzi composti da Walter nel '78, cioe' "Il passo del soldato" e "Armicrazia", composizioni molto cupe che portano alla mente le sofferenze e le atrocita' della guerra. Aggiungo che si tratta di alcune delle tracce piu' belle dell'album, composte quando il tastierista aveva appena 17 anni. Passando alla musica, lo strumento preferito da Walter e' l'organo (come Keith Emerson) e spesso si lascia andare a distorsioni ed effetti elettronici molto riusciti, basso e batteria sono sempre all'altezza e la voce di Claudio, limpida, emotiva e potente, ben si presta all'opera. Si tratta probabilmente dell'album meno dolce, meno sinfonico della band fiorentina: l'atomosfera e' spesso aggressiva e nervosa, la musica oscura, evocativa e spigolosa, le liriche drammatiche, come il tema richiede. Le parti orchestrali sono molto piu' presenti e molto piu' curate, vista l'assenza della chitarra, assenza che passa tranquillamente inosservata, le melodie sono sempre molto eleganti. L'album si compone di 9 tracce ma le piu' belle sono a parer mio: All'ombra di un conflitto, con la batteria che imita una marcia marziale e ricorda un po' The battle of epping forest dei Genesis, la voce e' in grande spolvero e la composizione eccellente; Lo spettro dell'agonia sul campo vede una sovrapposizione di organo e piano, melodia riuscitissima e perfetto equilibrio voce/strumenti; la title track e' la traccia piu' lunga e piu' bella, condotta da un pianoforte molto classico, presenta una melodia orecchiabile, passaggi sinfonici, voce teatrale e numerosi cambi di tempo; infine la conclusiva Epitaffio con una, ancora una volta, riuscita amalgama organo/voce, atmosfera malsana, armonie stupende e testi intrisi di rabbia e tristezza. Purtroppo al termine di questo lavoro il gruppo si scioglie per non riformarsi mai piu', e' la fine prematura di una delle piu' belle parabole del prog italiano di tutti i tempi, e la miglior band post seventies.

sabato 15 agosto 2009

Presto Ballet - The lost Art of Time Travel (2008)

I Presto Ballet sono un progetto parallelo del chitarrista americano Kurdt Vanderhoof, leader della band thrash metal Metal Church, a cui si affiancano il cantante Scott Albright (dal timbro molto simile a quello di James Labrie), il batterista Bill Raymond, il bassista Izzy Rahaume ed il tastierista Ryan McPherson. Come era già capitato per i Gordian Knot, il lavoro in questione è lontanissimo dal metal, si parla piuttosto di un prog tipicamente americano, tendente al pomp o all'AOR, ma anche sinfonico a tratti, direi che le principali fonti di ispirazione siano i Kansas e gli Yes. In particolare stupiscono gli arrangiamenti curatissimi, maestosi talvolta, che donano un tocco di epicità all'intero lavoro. Ovviamente da un punto di vista innovativo non porta niente di nuovo, ma il lavoro è ricco di buone idee molto ben eseguite. Si comincia con The Mind Machine, e subito la band mette le carte in tavola: tastiere potenti e glam, chitarra ora potente ora delicata, voce che si incastra alla perfezione nel sound, batteria e basso (soprattutto) che non svolgono una funziona esclusivamente ritmica. Traccia lunga e molto bella, ricca di cambi di ritmo e tonalità, chitarra e tastiere si alternano nella conduzione; vari umori si alternano via via che la canzone scorre, ma l'atmosfera è sempre bella carica e la musica veloce. Thieves comincia con una intro per chitarra e batteria, ma ben presto si inserisce la tastiera a disegnare un'atmosfera space pompatissima, il cantante comincia a cantare e la melodia si fa orecchiabilissima: 9 minuti di classe immensa. Si prosegue con You're Alive, traccia più breve dell'album, acustica per metà quando la voce è accompagnata solo dalla chitarra, la quale poi si elettrifica per un finale un po' più arrabbiato; traccia molto bella e melodica anch'essa. Si arriva così alla suite One Tragedy at a Time, 14 minuti di tastiere sparate, voce melodica, ritornelli accattivanti, cambi di tempo e di atmosfera. Merita senz'altro un ascolto. I'm not Blind parte come una ballata per voce e chitarra con leggeri accordi di tastiera in sottofondo, per poi indurirsi e riammorbidirsi in una alternanza piacevolissima; il ritornello cerca sempre di essere il più orecchiabile possibile, e questo è a mio parere un gran pregio della band americana. Easy Tomorrow rimanda alla ribalta le tastiere, che fin'ora avevano condiviso la scena con la chitarra: un'altra traccia riuscita con un ritornello spettacolare. Haze è l'ultima traccia e degna conclusione dell'album: stavolta la chitarra è protagonista di una traccia molto calma e tranquilla, con accordi celestiali che accompagnano la voce, ben supportati dal basso molto in evidenza; canzone che si mantiene simile per tutta la sua (lunga) durata, salvo poche escursioni, senza perciò mai annoiare. Stupisce dei Presto Ballet la positività del sound: non esistono momenti decadenti, oscuri o anche vagamente malinconici; comunicano un senso di allegria quasi estiva, sarà che li ho scoperti e ascoltati in questo periodo, sembrano essere il sottofondo adatto per un viaggio in macchina verso la spiaggia più vicina.

domenica 9 agosto 2009

La gran festa del G8 in Abruzzo (terremotati esclusi)

Nei giorni in cui giornali e televisioni erano pieni di G8, ho pensato al curioso destino degli abitanti della città dell'Aquila. Sopravvissuti ad un terremoto che ha ucciso centinaia di loro, distrutto le loro case, guastata per sempre la loro idea di città come rifugio e salvezza delle memorie e degli affetti, ecco che in risarcimento e ricompensa i grandi del mondo offrono una gran festa, la loro festa, la festa della loro ricchezza e del loro potere. Tipica offerta di chi sta bene a chi sta male. Una festa da cui i locali sventurati e afflitti sono drasticamente esclusi. Non solo non vi hanno partecipato, ma gli è stato anche proibito di circolare liberamente, di andare in campagna per funghi o insalata, per fare l'amore o portare a spasso i bambini. I campi, gli alberi, i fiumi, tutto riservato ai ricchi e grandi della Terra, agli ospiti di pochi giorni, loro sì forniti di lasciapassare, loro sì ospitati negli alberghi e negli edifici riservati, al riparo da pioggia e freddo. Ma non solo gli abitanti dell'Aquila dicono di aver provato stupore e rabbia: la faccenda è sembrata anche altrove un'esibizione indecente di spreco di pubblico denaro. Ma come, la polizia e i carabinieri non hanno i soldi per muoversi sulle loro gazzelle o pantere, da ogni parte in nome della sicurezza che manca si spendono soldi nelle ronde, è tornato anche il "comandante" Gaetano Saya cpn le sue aquile e i suoi saluti romani, e per il G8 abbiamo mobilitato ventimila agenti, aerei e carri armati, persino i controlli satellitari? Per cosa? Per governare il mondo? Ma andiamo. I ricchi e potenti sono venuti per divertirsi e fare affari, come il presidente della Cina, il laborioso ingegnere tornato precipitosamente a casa sua per domare la ribellione degli uiguri in cerca di libertà. Al suo posto sono rimasti a combinare affari trecento imprenditori, che hanno fatto del comunismo il più insaziabile capitalismo imperialista. Il G8 per il nostro capo del governo è stato un'occasione di popolarità personale a spesa dei sudditi. Non gli bastavano gli investimenti fatti in Sardegna per ingraziarsi i locali e vincere le elezioni regionali, arriva il teremoto e, detto fatto, coglie l'occasione per far spendere allo Stato altri miliardi, al fine di mostrarsi su tutti i fogli e tutti gli schermi. Un tempo i sovrani gratificavano i sudditi di caroselli in costume e fuochi d'artificio. Oggi ai sudditi sprovvisti di pass si consiglia di stare in casa o in tenda, come ai terremotati.


Giorgio Bocca, il Venerdì di Repubblica, Agosto 2009

mercoledì 15 luglio 2009

Novembre

I Novembre non sono una prog band, il loro sound è più un'originale fusione di generi che pesca anche dal progressive rock e ne rende il suono immediatamente riconoscibile. Da una base Death i Novembre si lasciano spesso andare a fughe e divagazioni progressive, frequenti e repentini cambi di tempo, uso di strumenti inusuali (come la fisarmonica), senza trascurare atmosfere gotiche e doom, che rendono il suono ancora più particolare, melodico ed introspettivo. I testi sono spesso intrisi di una malinconia difficilmente riscontrabile in altri gruppi, soprattutto italiani: quella malinconia che ti assale in quelle giornate grigie di novembre, quando guardi la pioggia cadere e cominci a farti mille paranoie sul senso della vita. Spesso si tratta di poesie estremamente commoventi, niente a che vedere con altre band nostrane giudicate inspiegabilmente superiori, cito Rhapsody o Lacuna Coil. Il gruppo viene fondato nel 1990 da due fratelli siciliani trapiantati a Roma: il cantante, chitarrista e tastierista Carmelo Orlando ed il suo fratello batterista Giuseppe. Nel 1997 entra in pianta stabile un secondo chitarrista, Massimiliano Pagliuso, mentre il ruolo di bassista è stato ricoperto nell'ordine da Fabio Vignati, Alessandro Niola, Luca Giovagnoli e infine Valerio Di Lella. Nel 2003 li ho visti in concerto a Matera, mia città natale, una delle pochissime band a scegliere Matera come tappa, e fu un gran concerto. Dopo due demo ed un Ep nel 1994 pubblicano il loro primo album Wish I could dream it again, il cui successo, seppur postumo, è stato tale che è impossibile trovarlo oggigiorno, infatti è stato riregistrato e ripubblicato sotto il nome di Dreams d'Azur, anche per ovviare alla scarsa qualità del suono dovuta ai mezzi di fortuna con i quali è stato registrato l'album. L'influenza death è presente, ma il gruppo sta cominciando a distaccarsene, a proporre un souno più evoluto, alla rabbia tipica del death si affianca una malinconia profonda creando un mix letale. Tutte le canzoni sono molto belle e pregne di disillusione, ma le mie preferite sono The dream of the old boat e Neanderthal sands. Nel 1996 esce il loro primo capolavoro: Arte Novecento è il loro album più morbido, con il cantato interamente in pulito, chitarre meno pesanti e sezione ritmica più in evidenza. Il tema principale questa volta è l'amore, amore da un punto di vista tragico ovviamente, in tutte le sue forme più strazianti. Le tracce che preferisco sono Pioggia January tunes, Homecoming (stupenda), Stripped (cover dei Depeche Mode), Worn carillon, A Memory e Photograph. Nel 1999 esce Classica, considerato loro album migliore, anche se io ne preferisco altri. E' un po' la summa di quanto fatto sentire finora, un album che racchiude tutti gli umori e le atmosfere che la band romana è in grado di creare, certo è uno dei loro lavori più melodici. Si passa da momenti dolci e delicati a sfuriate death, veloci e tirate, quindi anche i testi passano dall'espressione di una rabbia cieca e schizofrenica, a una serenità quasi cupa ed innaturale. Cold Blue Steel e Foto Blu Infinito sono le tracce migliori a mio parere. Nel 2001 pubblicano Novembrine Waltz, più pesante di Classica e meno variegato, con il growl più presente e la proposizione di ritmiche più marcate e pesanti, un miglioramento negli arrangiamenti e la solita continua ricerca di costruzioni armoniche particolari. Un album più maturo nel suo complesso. Le tracce che seleziono sono Distances, Everasia, Cloudbusting (cover di Kate Bush) e Valentine (almost an instrumental). Dopo la già citata ristampa del primo album, chiamata Dreams d'Azur nel 2002, nel 2006 arriva Materia. Materia è un album più leggero rispetto ai precedenti, con molte parti cantate in pulito, pezzi acustici, arrangiamenti ancora più curati, la batteria è meno virtuosa e completamente al servizio della melodia, le chitarre presentano pochi riff ad effetto, ma non per questo è simile ad Arte Novecento, anzi. Una delle migliori qualità dei Novembre è infatti quella di riuscire a proporre sempre qualcosa di nuovo, qualcosa che si discosti dai lavori precedenti senza per questo stravolgere il suono, ormai riconoscibilissimo. I miei pezzi preferiti sono Aquamarine e Jules. The Blue esce nel 2007 e segna il ritorno dei Novembre a sonorità più progressive, più contorte e di più ardua assimilazione. E' un album che rispecchia maggiormente i canoni prog-metal senza perdere quell'atmosfera gotica tipica della band romana. Per questo ovviamente mi piace più di Materia, che invece era più dolce ed etereo. Carmelo torna ad alternare cantati puliti a growl abrasivi, mentre l'altro compositore Massimiliano è in gran forma e si lascia andare a frequenti assoli da capogiro. Le tracce migliori sono la orecchiabile Bluecracy, Tristeitaliana, Nascence (con voce femminile), Cobalt of March, Iridescence, Sound Odyssey e Zenith. Con the Blue i Novembre tornano ai livelli cui ci hanno abituato e si confermano come una delle migliori metal band italiane. Un gruppo da scoprire, uno dei migliori dell'attuale scena metal e progressive.

the dream of the old boat
neanderthal sands
distances
everasia
cloud busting
valentine (almost an instrumental)
cold blue steel
foto blu infinito
pioggia january tunes
home coming
stripped
worn carillon
a memory
photograph
the winter eyed
aquamarine
jules
tristeitaliana
cobalt of march
bluecracy
nascence
iridescence
sound odyssey
zenith