martedì 22 aprile 2008

Uriah Heep - Demons and wizards (1972)

Gli Uriah Heep non sono una vera e propria prog band, il loro stile è più orientato verso l'hard rock, ma anche loro attraversano la loro bella fase progressive, terminata la quale si dedicheranno unicamente all'hard fino ai giorni nostri. Quindi il loro è un prog molto veloce e potente, chiaramente influenzato da Deep Purple, Black Sabbath e Led Zeppelin, caratterizzato da sfuriate chitarristiche, tastiere a palla e vocalizzi a più voci, alla Queen per intenderci. E' molto interessante la genesi di questo gruppo: nasce dagli Spice in cui militavano il cantante David Byron, il chitarrista Mick Box ed il bassista Paul Newton; quest'ultimo prima militava nei Gods e suggerisce proprio la fusione con costoro. Nei Gods hanno militato fra gli altri Greg Lake, futuro King Crimson e ELP, Mick Taylor, futuro Rolling Stones, John Glasscock, futuro Jethro Tull, il batterista Lee Kerslake ed il tastierista e chitarrista Ken Hensley (che ai tempi viveva in un furgone), che ora si uniscono ai tre musicisti degli Spice e fondano gli Uriah Heep, dal nome di un viscido personaggio del David Copperfield. In seguito Paul Newton sarà rimpiazzato dal neozelandese Gary Thain. Demons and Wizards è, a mio parere, il loro miglior lavoro, ma consiglio vivamente l'ascolto anche di altri album, cioè Look at yourself, Salisbury e The Magician's birthday, anzi in coda traccio una lista delle canzoni da mettere in download. Il disco si apre con una ballad, The Wizard, le chitarre acustiche di Mick e Ken a creare un'atmosfera folk e la particolarissima voce di David, in grado di cambiare radicalmente timbro e volume, oltre a raggiungere note altissime, tessono la trama di una canzone stupenda, fra le mie preferite; si prosegue con Traveller in time, condotta dall'onnipresente voce di David che parte sommesso per poi incalzare sempre più fino a sfiorare l'isteria nella parte finale, dal basso e dagli assoli di chitarra di Mick, che si diverte tanto col suo wah wah, anche questa è una canzone che merita tanto; poi vi è Easy livin', forse il loro brano più famoso e cavallo di battaglia, in cui Ken Hensley sale finalmente in cattedra col suo organo, David sbraita e gli altri membri del gruppo (tutti) lo aiutano nella voce, è l'emblema dell'Heep-style, fra l'altro quando andai al concerto degli Smashing Pumpkins questi hanno riproposto questa canzone, sporcandola di dark, a dimostrazione che tutte le grandi band attuali si sono formate (nel senso di educate) ascoltando i gruppi prog di una volta; Poet's justice è un'altra canzone stupenda, lenta e sognante, con la voce del cantante che ora è pulita e malinconica; Circle of hands è la mia canzone preferita degli Uriah Heep, condotta da organo e voce e ben sostenuta da chitarra e basso, anch'essa lenta ma incredibilmente emozionante; Rainbow Demon è molto influenzata dal Black Sabbath sound, infatti è molto doom e trascinata dalle voci dei cinque musicisti, con un ritornello che colpisce il cervello; All my life è la più breve e rapida dell'album, trascinata da un riffone di chitarra e i soliti vocalizzi del gruppo, con David che ci canta sopra, goliardica; concludono l'album Paradise e The spell, in cui la prima funge da preludio alla seconda: Paradise è lenta e malinconica, mentre The spell è la summa del sound di questo gruppo, infatti ne mostra tutti i caratteri tipici. Tutto l'album è permeato da un nonsochè di freak, si avvertono trip lisergici e sesso libero in ogni nota, le loro canzoni sono le canzoni che immagineresti ascoltate da un manipolo di fricchettoni strafatti in pieni anni 70. Inoltre tale album è stato determinante, involontariamente, per quella tendenza fantasy che hanno preso alcune metal band da un pò di tempo a questa parte, a cominciare dalla copertina immaginifica disegnata da Elton Dean, il disegnatore degli Yes, sebbene l'album non sia un concept nè i testi siano tanto chiari o coerenti col titolo. In ogni caso è un album stupendo, perfetta sintesi hard-prog, canzoni ora rapide ed aggressive ora lente e malinconiche, mai banali, sempre orecchiabili, perfetta l'intesa Box-Hensley, particolarissima e bellissima la voce di Byron, sezione ritmica tecnicissima. Nel 1975 muore Gary Thain di eroina, dieci anni dopo David Byron per alcol, riposino in pace nel paradiso dei freak.

look at yourself
tears in my eyes
shadows of grief
what should be done
the magician's birthday
bird of prey
time to live
lady in black
salisbury
simon the bullet freak
high priestess

martedì 15 aprile 2008

Tempi cupi


Mi pare doveroso a questo punto aprire una parentesi sulla situazione politica del nostro paese. Questi saranno anni bui, il nano ha vinto di nuovo, i miei connazionali sono riusciti a votarlo per la terza volta. La terza. Tralasciando la dittatura mediatica che continueremo a doverci sorbire, la manipolazione delle notizie, il trionfo di show televisi beceri, sono preoccupatissimo per la situazione dei nostri giovani, della cui categoria faccio parte. Mentre i più giovani sono stonati dalla tv e illusi dalla pubblicità, i meno giovani si stanno rendendo conto della precarietà in cui stanno vivendo. Non c'è futuro, avverto dentro me tutta l'incertezza dell'avvenire, speravo che con l'avvento della sinistra si sarebbero presi provvedimenti a favore dei giovani lavoratori, ma dubito che ora sarà così. Il contratto a progetto, di cui sono purtroppo detentore, è la più meschina inculata che mente umana abbia partorito: non permette di fare un progetto di vita, non permette di mettere da parte dei soldi, non permette di condurre una vita serena, aumenta l'incertezza, oserei dire non permette di crescere professionalmente, perchè chi è sbattuto da un'azienda all'altra finisce per non sentirsi parte di nulla in particolare, si sente un mercenario, e ciò non fa lavorare bene.
Ammetto di non aver votato stavolta, e me ne pento amaramente. Il fatto è che ero troppo deluso per poter scegliere un rappresentante, troppo deluso da tutta la casta politica per poter decidere che qualcuno di loro rispecchiava le mie idee e il mio ideale di gestore del paese. E' vero che quando si va a votare in questo paese del cazzo ci si tappa il naso e si vota il meno peggio, ma a questo giro mi sono rifiutato di farlo, ed ho sbagliato. Il problema è che ho sentito troppe promesse irrealizzabili e proposte mirate solo ad arruffianarsi una certa parte di elettorato. Il nostro sistema economico, finanziaro, produttivo e politico in primis va cambiato dal profondo, perchè stiamo andando verso una crisi nera da cui sarà arduo uscire. Lo spettro dell'Argentina lo sento molto vicino, perchè il nostro debito pubblico è altissimo, e ciò che produciamo ogni anno, cioè quello che il nostro paese riesce a tirar fuori dalle casse ogni anno basta a stento a pagare gli interessi di quel debito che continua a salire. Gli interessi, non rate del debito. Ciò significa che i soldi stanno per finire, ci saranno tanti licenziamenti e famiglie ridotte in povertà, la qualità della vita scenderà proporzionalmente al costo di quest'ultima. E nessuno ha avuto il coraggio di accennare minimamente alle nostre finanze in rosso, nessuno ha avuto il coraggio di proporre riforme atte al risanamento dei nostri conti. Allora le farò io:
ridurre lo stipendio dei parlamentari e limitare il numero degli stipendi percepibili, oltre all'eliminazione di tutti i privilegi di cui godono (Veltroni prende la pensione ed ha 52 anni, ma come cazzo posso votare uno così?);
eliminazione di una delle due forze armate, cioè polizia o carabinieri, noi siamo l'unico paese che paga due diverse forze dell'ordine, le quali spesso si pestano i piedi;
tassazione del clero e confisca di tutti i beni immobili, perchè vescovi e cardinali non pagano le tasse?;
demilitarizzazione della guardia di finanza: un finanziere per girare con la pistola d'ordinanza percepisce soldi in più, perchè è una responsabilità in più girare con un'arma, e su questo sono d'accordo, ma a che cazzo gli serve una pistola ad un finanziere? per sparare al proprietario di un negozio se costui non paga le tasse? mah;
eliminare prefetti e tutti quegli altri rappresentanti del potere centrale che fungono da ambasciatori locali, non servono a nulla, percepiscono uno stipendio altissimo e si grattono la pancia tutto il giorno;
eliminare gli organi di stampa dei gruppi parlamentari: è sufficiente aprire una redazione, mettersi d'accordo con tre parlamentari a casaccio e proclamarsi così organo di stampa di un gruppo parlamentare e fottersi i finanziamenti statali, quelli che noi versiamo ogni fine mese;
inasprire la pressione fiscale non aumentando le tasse ma facendole pagare a tutti e facendo pagare più tasse ai più ricchi, quindi più controlli sugli evasori;
diritto di voto agli extracomunitari regolari;
combattere il cazzeggio sul lavoro, l'assenteismo e l'incompetenza con più controlli sulle presenze e licenziamenti mirati, perchè ragazzi chi non lavora a casa, perdonatemi l'atteggiamento capitalista.
Su quest'ultimo punto vorrei aggiungere che lavorando per una grande azienda mi sono reso conto del marcio del nostro sistema e ho capito perchè sta andando tutto a puttane: per ogni persona che lavora ci sono almeno, almeno, quattro superiori che prendono decisioni, indi non sono produttivi e prendono il triplo dello stipendio. E costoro spesso e volentieri sono di un'ignoranza, arroganza, inettitudine unici; nelle grandi aziende si bada più a come ti presenti al lavoro, quanto tempo ci stai e quanto lecchi il culo ai superiori, più che alla qualità dell'attività. Non mi stupisce che aziende come Parmalat, Cirio, (quasi) Fiat, (quasi) Alitalia, siano fallite.
Infine volevo esprimere il mio infinito stupore per la caterva di voti che ha ricevuto la lega, il partito più idiota e anticostituzionale che possa esistere. Avranno posti in parlamento mentre socialisti e comunisti ne sono esclusi, ciò ha dell'incredibile. Se i nostri fratelli extracomunitari votassero, la lega prenderebbe tutti quei voti? Non credo. Ho un collega albanese, uno rumeno ed uno cileno, e sono persone perfettamente integrate, sono qui da anni, parlano perfettamente l'italiano, sono persone lavoratrici ed oneste, oltre che molto professionali. Perchè loro non possono votare? non fanno forse parte del nostro sistema? sono meno esseri umani? francamente non capisco.
Ormai ho la consapevolezza di dover emigrare e accetto a denti stretti e pugni chiusi il mio destino. Fine dello sfogo.

giovedì 3 aprile 2008

Liquid Tension Experiment - 2 (1999)


Il prog-metal è uno dei sottogeneri del prog in cui è più facile cadere nello scontato e nel già sentito, basta citare, che so, gli Aghorà o gli Atheist. I Dream Theater sono il gruppo che meglio ha saputo combinare l'heavy con i canoni progressivi, rimanendo comunque originali, e consiglio vivamente l'ascolto di Images and words, loro miglior lavoro, e non è un caso che tre membri su quattro di questo supergruppo denominato Liquid Tension Experiment facciano parte della band newyorkese; in verità sono due perchè quando i brani sono stati composti e realizzati il tastierista Jordan Rudess non era ancora entrato nei Dream, ma lo avrebbe fatto di lì a poco. Dicevo, gli altri due componenti sono un grande chitarrista come John Petrucci, in grado di fare qualunque cosa con la sua chitarra, e Mike Portnoy, probabilmente il più abile drummer del mondo. Completa la formazione Tony Levin, formidabile bassista dei King Crimson. Se siete musicisti ed è vostra abitudine riprodurre le canzoni che più vi piacciono, allora vi consiglio di non ascoltare questo album, perchè vi farà sprofondare in un baratro di annichilimento, tanto è suonato magistralmente in ogni singola nota. I quattro componenti della band sono dei mostri di tecnica, e non se lo tengono per sè, anche se le canzoni sono costruite benissimo, orecchiabili tutte, i virtuosismi e gli assoli non sono fini a se stessi ma pesano nella costruzione del sound. Sembra che i musicisti siano finalmente liberi di dare sfogo alla propria creatività, non sono più costretti in schemi prefissati, e questo lavoro supera di gran lunga qualsiasi album dei Dream Theater probabilmente per questo motivo. Si parte a razzo con Acid rain, titolo emblematico perchè una pioggia di acido vi cadrà in testa appena questa traccia verrà sparata fuori dalle casse: velocissima, folle, folgorante, delirante. Petrucci e Rudess si scambiano il palco in continuazione, la loro è un'intesa direi perfetta, mentre Levin e Portnoy vanno a zonzo nel ritmo, costruendo la base ma anche contribuendo alla melodia, in simultanea o in contrasto, a ritmo o controtempo, è una roba pazzesca, e ciò accadrà per tutto l'album. Dopo una prima traccia aggressiva si passa ad una più calma e dolce, introdotta da celestiali note di pianoforte, Biaxident è la traccia più melodica a mio parere, stupenda nel suo continuo sviluppo. Si prosegue con 914, forse troppo simile ad una traccia del primo album, comunque bella nella partenza in sordina e nelle aperture spaziali. Le quattro traccie seguenti sono indescrivibili e irracontabili, per i continui cambi di tempo e di suono, gli intrecci melodici e gli scambi della scena; i quattro funamboli delirano piacevolmente, nonostante la lunga durata del lavoro l'album si lascia ascoltare e scorre via fra accelerazioni e fughe, momenti più quieti e dolci, tutto ad un livello tecnicamente altissimo. L'ultima traccia è quella che preferisco meno, solo perchè è una ballad chitarrosa che eseguita senza voce perde tanto, ma ha anche lei il suo perchè. In conclusione una roba del genere non era mai stata sentita, vi si sono avvicinati molto i Dream in Images and words, vi si sono avvicinati ancora più i personaggi di questa ensamble con il primo lavoro, ma questo album è qualcosa di sconvolgente, vi farà ballare e assumere ridicole pose, fidatevi.