domenica 13 settembre 2009

Nuova Era - Il passo del soldato (1995)

Il Passo del Soldato e' l'ultimo disco in studio dei Nuova Era, l'unico registrato senza chitarra dopo la partenza di Alex Camaiti, e con il nuovo cantante Claudio Guerrini. Come si intuisce dal titolo si tratta di un concept sulla guerra, la quale viene pero' descritta oggettivamente tramite le angoscie del soldato impegnato in battaglia, senza esprimere pareri, i quali sono piuttosto lasciati all'ascoltatore. In questo lavoro ovviamente Walter Pini fa la parte del leone sbizzarrendosi con sovraincisioni e timbri vari, e' anche l'album che piu' ricorda un suono settantiano e la band di Keith Emerson, sempre principale ispiratore. La scelta del tema e' alquanto casuale, poiche' il lavoro e' nato da due pezzi composti da Walter nel '78, cioe' "Il passo del soldato" e "Armicrazia", composizioni molto cupe che portano alla mente le sofferenze e le atrocita' della guerra. Aggiungo che si tratta di alcune delle tracce piu' belle dell'album, composte quando il tastierista aveva appena 17 anni. Passando alla musica, lo strumento preferito da Walter e' l'organo (come Keith Emerson) e spesso si lascia andare a distorsioni ed effetti elettronici molto riusciti, basso e batteria sono sempre all'altezza e la voce di Claudio, limpida, emotiva e potente, ben si presta all'opera. Si tratta probabilmente dell'album meno dolce, meno sinfonico della band fiorentina: l'atomosfera e' spesso aggressiva e nervosa, la musica oscura, evocativa e spigolosa, le liriche drammatiche, come il tema richiede. Le parti orchestrali sono molto piu' presenti e molto piu' curate, vista l'assenza della chitarra, assenza che passa tranquillamente inosservata, le melodie sono sempre molto eleganti. L'album si compone di 9 tracce ma le piu' belle sono a parer mio: All'ombra di un conflitto, con la batteria che imita una marcia marziale e ricorda un po' The battle of epping forest dei Genesis, la voce e' in grande spolvero e la composizione eccellente; Lo spettro dell'agonia sul campo vede una sovrapposizione di organo e piano, melodia riuscitissima e perfetto equilibrio voce/strumenti; la title track e' la traccia piu' lunga e piu' bella, condotta da un pianoforte molto classico, presenta una melodia orecchiabile, passaggi sinfonici, voce teatrale e numerosi cambi di tempo; infine la conclusiva Epitaffio con una, ancora una volta, riuscita amalgama organo/voce, atmosfera malsana, armonie stupende e testi intrisi di rabbia e tristezza. Purtroppo al termine di questo lavoro il gruppo si scioglie per non riformarsi mai piu', e' la fine prematura di una delle piu' belle parabole del prog italiano di tutti i tempi, e la miglior band post seventies.

4 commenti:

doc ha detto...

Bellissimo album, non so perchè, ma più persone a cui l'ho fatto ascoltare non riescono a farsi convincere da questo disco...
Per me è davvero uno dei migliori dopo i magici '70...

bob ha detto...

d'accordissimo

walter ha detto...

Concordo con voi per forza avendo composto e suonato i pezzi. Vi ricordo che e' uscito un nuovo cd nel 2011 intitolato NUOVA ERA edito dalla BTF.
Saluti Walter Pini

bob ha detto...

Walter, a distanza di piu' di un anno ho finalmente notato il tuo commento. C'e' qualche problema con le notifiche dei commenti lasciati da te, per qualche ragione non mi arrivano. E' un grandissimo onore averti qui fra le mie pagine, penso tu sia uno dei migliori tastieristi e compositori del prog italiano di tutti i tempi. Gli album dei Nuova Era sono tutti bellissimi ed incredibilmente sottovalutati, e' un vero peccato per come sia finita.