mercoledì 13 maggio 2009

Rush

Il gruppo canadese dei Rush è stato in grado, nella sua storia, di cambiare il proprio sound adattandolo ai tempi che correvano, strizzando l'occhio al facile guadagno da classifica senza perdere però l'ossatura progressiva del suono. I Rush nascono nel 1970 per opera del chitarrista Alex Lifeson, il cui nome originale è Alexander Zivojinovich (in serbo "figlio della vita", da cui "lifeson"), il bassista/tastierista/cantante Geddy Lee (Gary Lee Weinrib) e il batterista John Rutsye poi sostituito da Neil Peart dopo il primo album. I componenti della band sono fra i musicisti più preparati al mondo, Geddy Lee ha inventato una tecnica bassistica unica e imitata da molti mentre Neil Peart potrebbe essere tranquillamente definito come il batterista più bravo del mondo al pari di Mike Portnoy. L'unico a non essere un mostro di bravura è Alex, ma è un chitarrista versatile con un gran senso del ritmo, pur non stupendo particolarmente per perizia tecnica. Il Rush sound attraversa quindi varie fasi ma è basato sulle pesanti linee di basso di Geddy, che svolge un ruolo sia ritmico che melodico, la grande ritmicità e potenza della batteria e le sferzate di chitarra di Alex, il quale raramente si lascia andare a soli ma è il principale curatore della melodia. A ciò si aggiungono le tastiere, spesso elementari, di Geddy e la voce di quest'ultimo, acuta e aggressiva, quasi un Jon Anderson incazzato. Discorso a parte meritano i testi: scritti tutti da Neil Peart (tranne quelli del primo album scritti da Geddy, francamente molto pacchiani) sono ispirati dai lavori di Tolkien, dalla fantascienza e dalla filosofa Ayn Rand e trattano spesso tematiche controverse e profonde, sono stati accusati di fascismo, sebbene la band ha sempre professato la propria apoliticità e la propra avversione verso qualunque tipo di dittatura, e definiti visioni deliranti di un tossico fatto di LSD. Probabilmente è vero che il batterista facesse uso di LSD negli anni 70, ma moltissimi poeti del passato ricorrevano ad oppiacei et similia per trovare ispirazione, l'uso delle droghe non sminuisce la fantasia visionaria e la poetica di questo grande personaggio. Gli esordi vedono quindi un suono molto hard, di chiara derivazione zeppeliniana, per poi virare verso il prog più spinto con l'ingresso delle tastiere che intanto Geddy ha imparato a suonare, tingendosi di New Wave con il nuovo che avanza durante gli anni '80, funk e grunge durante i '90 e pop rock da lì in poi. Inutile dire che i dischi migliori sono del periodo 70/80, ma tutta la loro discografia è di alto livello, oltre che smisurata, per questo motivo citerò i brani per me più significativi degli album che più mi sono piaciuti. Nel 1997 muore la figlia di Neil, seguita nel 1998 dalla morte della moglie, per questo motivo il batterista decide di partire per un viaggio in motocicletta attraverso il Nord America; questo causerà la pausa più lunga che il gruppo si sia mai preso, sei lunghi anni in cui il povero Neil cerca e ritrova stabilità emotiva. Il primo album omonimo è del 1974 e contiene il pezzo In the mood, un rock'n'roll convenzionale e trascinante, e la bellissima Working man, primo affresco hard-prog della band canadese. Nel 1975 esce Fly by Night, album ancora molto influenzato dai Led Zeppelin in cui si distinguono Best i can e Fly by night, pezzi non molto originali ma molto belli e orecchiabili. Da questo momento i Rush mettono da parte i Led Zeppelin come principale fonte di ispirazione per proporre un prog spesso pesante e granitico. Sempre nel 1975 pubblicano Caress of Steel, ancora a metà strada, in cui emerge il brano Bastille day, del 1976 è 2112, che contiene l'omonima interminabile suite e la struggente stupenda ballata Tears, uno dei brani più belli, malinconici e tristi della storia del rock. Nel 1977 pubblicano A Farewell to Kings, ancora molto progressivo nonostante l'imminente rivoluzione punk, che contiene un'altra ballata, stavolta meno triste, intitolata Closer to the heart. Del 1978 è Hemispheres, una via di mezzo fra prog e new wave, mentre nel 1980 esce Permanent Waves, un altro album molto ben riuscito in cui i Rush si cimentano con la new wave: The spirit of radio (che sembra un brano dei Police), Freewill e Natural science sono meravigliose hits. Continua il momento di grazia dei canadesi che nel 1981 danno alle stampe Moving Pictures, disco che contiene stupende canzoni come Tom Sawyer, Yyz e Limelight. Signals esce nel 1982 ed evidenzia un maggiore impiego delle tastiere che ora sormontano addirittura la chitarra, inoltre contiene forse il brano più bello mai scritto da questa fantastica band: Subdivisions, nessun artista della corrente new wave è mai stato in grado di scrivere un pezzo così ritmico, equilibrato, poetico ed emozionante. L'album contiene anche un altro bellissimo pezzo intitolato The analog kid. Nel 1984 viene pubblicato Grace Under Pressure contenente la stupenda canzone The enemy within, nel 1985 Power Windows e nel 1987 Hold your Fire, con la traccia Force ten. Dopo Presto del 1989, non particolarmente rilevante, si arriva agli anni '90 e all'esplosione del grunge della scuola di Seattle e del funky dei Primus; proprio dai Primus i Rush trarranno grande ispirazione per un'altra manciata di bei pezzi. Roll the bones del 1991 propone una title-track bellissima e particolare, Counterparts del 1993 presenta le tracce Stick it out, che pare essere eseguita da dei Nirvana ripuliti ed iper tecnici, e Leave that thing alone, ancora funky a palla. Del 1996 è l'ultimo album prima della lunga pausa succitata e contiene il brano Test for echo. I Rush avranno modo di pubblicare altri tre album dopo il ritorno di Neil Peart, cioè Vapor Trails nel 2002, un album di cover intitolato Feedback nel 2004 e l'ultimo Snakes and Arrows nel 2007. Vorrei inoltre segnalare un brano inedito eseguito solo dal vivo intitolato Resist, altro gran pezzo di bravura. Per concludere i Rush sono stati, e sono tuttora, uno dei gruppi storici del prog e del rock in generale, hanno riempito stadi e teatri, godono di fama mondiale e di un'ampia schiera di fan, solo in Italia sono abbastanza sconosciuti. Ogni rockettaro che si rispetti dovrebbe dare perlomeno un ascolto distratto a questo fantastico gruppo, ne sarà sicuramente conquistato.

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