domenica 18 gennaio 2015

Altre 20 canzoni prog delle quali non potrete piu' fare a meno

Ankh - The Trick (da Expect Unexpected, 2003): Band polacca dal suond particolare e testi in lingua madre, pubblicano tre discreti album negli anni '90 e l'ultimo nel 2003; la loro produzione finisce con un live a Rio nel 2007, probabilmente il disco che meglio sintetizza quanto di buono fatto da questi musicisti. Michal Pastuszka suona chitarra e tastiere, Piotr Krzeminski canta e suona la chitarra, Krzysztof Szmidt e' bassista e tastierista, Adam Rain e' il batterista: i quattro utilizzano bene arie crimsoniane, elettronica e un po' di punk/rock per creare uno stile unico, dark e sinfonico allo stesso tempo, sempre melodico e catchy. Da scoprire.

Arti e Mestieri - Gravita' (da Tilt - Immagini per un Orecchio, 1974): Gruppo storico del jazz/rock italiano, nelle sue fila hanno militato il batterista Furio Chirico, proveniente dai Trip, il tastierista Beppe Crovella ed il chitarrista Gigi Venegoni, che al termine di quest'esperienza formera' i Venegoni & Co., oltre al bassista Marco Gallesi, il violinista Giovanni Vigliar ed il sassofonista Arturo Vitale. Non vado pazzo per il jazz/prog, pero' il contributo che questa band ha dato alla definizione del genere a livello europeo e' innegabile, i loro primi due album (Tilt del '74 e Giro Di Valzer Per Domani del '75) sono dei capolavori di genere. Il loro e' uno stile incentrato su una fusion infuocata, basata sulle evoluzioni di violino e chitarra ed un solido quanto funambolico drumming. Sono ancora in attivita' e puo' capitare di beccarli dal vivo.

Atlantis Philharmonic - Fly-The-Night (da Atlantis Philarmonic, 1974): Uno dei primi esempi di prog americano, la band di Cleveland era formata unicamente dal batterista Royce Gibson e dal polistrumentista Joe DiFazio. Il loro unico album mostra una serie di influenze delle piu' disparate, ma tutte comunque sottogeneri del prog: dal sinfonico al jazz, dal tastieristico all'hard, il tutto condito da un sano tocco di pop tipicamente americano. Un album molto riuscito che consiglio caldamente, questa canzone in particolare e' bellissima. DiFazio si e' successivamente laureato in informatica e lavora attualmente come programmatore.

Atomic Rooster
Atomic Rooster - Death Walks Behind You (da Death Walks Behind You, 1971): Band proveniente dall'underground inglese ma salita alla ribalta dopo un paio di album per lo stile originale al tempo, che per la prima volta proponeva elementi che sarebbero poi sfociati nella nascita del dark progressive. Formazione a tre elementi, il leader e tastierista Vincent Crane la fonda nel 1969 dopo essere uscito dal Crazy World of Arthur Brown, dal quale porta con se' il diciottenne batterista Carl Palmer, unito al bassista e cantante Nick Graham. Niente chitarra dunque (almeno inizialmente), poca melodia, zero sinfonismi, ma tanto hard rock e virtuosismi tastieristici, atmosfere gotiche e spettrali, arie inquietanti, testi ispirati alla letteratura mistico-sepolcrale. Il gallo atomico fa il botto e raggiunge la notorieta' con il secondo album, il migliore del repertorio, Death Walks Behind You dal quale la title-track e' qui proposta come loro brano piu' riuscito. Palmer aveva gia' raggiunto gli Emerson, Lake & Palmer a quel punto, sostituito da Paul Hammond, cosi' come Graham, rilevato invece da John Cann dagli Andromeda, vero e proprio autore del salto di qualita' del suond, anche grazie all'introduzione della chitarra. Album intero consigliatissimo, ma questa canzone e' un piccolo gioiello del dark prog piu' necrofilo.

Beardfish - Until You Comply Including Entropy (da Destined Solitaire, 2009): Formidabile combo dalla Svezia, i Beardfish sono oggi una realta' della scena prog piu' alternativa, eclettica e moderna. Dovrebbero pubblicare l'ottavo album quest'anno, a me sono piaciuti moltissimo i due Sleeping In Traffic (Part One del 2007 e Part Two del 2008), e Destined Solitaire del 2009 dal quale questo brano e' estratto. I Beardfish sono Rikard Sjöblom che canta e suona le tastiere, il chitarrista David Zackrisson, il bassista Robert Hansen ed il batterista Magnus Östgren. Il loro sound si discosta dal prog piu' convenzionale per il tipico andamento altalenante, o ottovolantenante, delle loro tracce, che fanno su e giu' senza posa, in un turbinio di atmosfere diverse e di sentimenti contrastanti, tempi irregolari e toni cangianti. Questa canzone in 15 minuti mostra tutta la loro bravura e l'ampio spettro musicale che i quattro svedesi riescono a coprire. Una band che merita molta attenzione.

Chroma Key - S.O.S. (da Dead Air for Radios, 1998): I Chroma Key sono una creazione del tastierista, che qui si cimenta anche al canto, Kevin Moore, talento puro prima nei Dream Theater, con i quali contribuisce, tra gli altri, al meraviglioso Images & Words, e poi nei Fates Warning del capolavoro A Pleasant Shade of Gray. Dai Fates Warning chiama gli amici Mark Zonder (batteria) e Joey Vera (basso), completando la formazione con il chitarrista Jason Anderson, e dando alle stampe cinque album in totale, con il debutto Dead Air for Radios, seguito da You Go Now nel 2000, album dei quali val la pena dare un ascolto. Lontano dalle atmosfere prog-metal delle due band menzionate, il suono dei Chroma Key puo' risultare freddo e distante a tratti, ma e' questo il marchio di fabbrica della band di New York, che affida le proprie fortune alle evoluzioni pianistiche di Kevin coadiuvate dall'impeccabile flusso sonoro degli altri e da una produzione perfetta che rende il suono cristallino e pulito, inconfondibile. Ad un'analisi piu' attenta i brevi brani che caratterizzano la produzione Chroma Key, dal punto dei vista dei testi, sono intime poesie struggenti, cariche di sincerita' e passione, in netto contrasto con lo stile spaziale ma melodico dei quattro musicisti. A mio parere questo e' il loro brano migliore, emozionante, lirico, decadente.

D'AccorD - Mr. Moonlight (da III, 2013): Gruppo norvegese non ancora affermatosi a livello internazionale, sono comunque abbastanza famosi in patria. Dopo due album di affinamento degli strumenti nel 2009 e 2011, il terzo album mostra molta piu' maturita' e potrebbe essere l'occasione per farsi conoscere da un pubblico piu' vasto se sara' confermato da un successore all'altezza. Al di la' del prog classico suonato dai sei scandinavi (Daniel Maage a voce e flauto, Årstein Tislevoll a tastiere, chitarra e violino, Fredrik Horn a tastiere e sassofono, Stig Sund alla chitarra, Martin Sjøen al basso e Bjarte Rossehaug alla batteria), cio' che stupisce dei D'AccorD e' la loro abilita' nel proporre brani frizzanti, orecchiabili, non troppo complicati ma aperti alle evoluzioni, basati sulle due chitarre ma incorporanti gli altri strumenti per ampliare lo spettro sonoro. Una band interessante di sicuro. Questo brano e' un piccolo capolavoro semplice e ficcante.

Dialeto - We Got It All (da Chromatic Freedom, 2010): Sono un ricercatore maniacale e meticoloso, vado pazzo nello spulciare le discografie delle band piu' underground di tutti i paesi del mondo, di ogni periodo. Mille volte le mie aspettative vengono frustrate dalla qualita' dei gruppi che se non sono famosi un motivo ci sara', ma quelle pochissime volte in cui scopro gemme nascoste ripagano per tutto il tempo impiegato. Alcune band non sono famose per ragioni non legate alla qualita' della loro musica. I Dialeto per esempio, brasiliani di Sao Paulo (citta' incredibile che ho visitato un paio di anni fa), hanno scritto la maggior parte del loro materiale negli anni '80 e suonato in giro per i pub, ma non sono mai riusciti a pubblicare nulla per la scarsita' delle loro finanze e per la dispersivita' del panorama musicale di un paese cosi' grande, dove la musica mainstream e' ben diversa dal prog, e soprattutto dall'heavy prog suonato dai nostri. Tuttavia oggigiorno e' davvero semplice registrare un album e renderlo disponibile al pubblico, ecco perche' i Dialeto hanno deciso di registrare il loro materiale storico e pubblicarlo in tre album usciti nel 2008, 2010 e 2013. Il cantante e chitarrista Nelson Coelho con il bassista Andrei Ivanovic ed il batterista Miguel Angel propone un prog pesante, che si affida molto alle solide linee del basso ed alla chitarra quasi doom, a creare atmosfere asfittiche ed opprimenti. Questa canzone ne e' un chiaro esempio, lenta, inquietante ed ossessiva nel suo incedere, con un testo sprezzante che recita "We got it all, we got it, whatever. We got it all, we got it, we're so clever. We wasted it all. We wasted it all together."

Gargamel - Below the Water (da Watch For The Umbles, 2006): Altra band norvegese semisconosciuta, i Gargamel hanno pubblicato solo due album nel 2006 e 2009, caratterizzati da uno stile molto crimsoniano nei toni della chitarra, calda ed avvolgente, e nelle atmosfere, scure e decadenti, con in piu' l'uso del violoncello che rende tutto piu' greve e solenne. Watch For the Umbles e' a mio parere un album da ascoltare assolutamente, e questa traccia e', sempre a mio parere, la migliore del lotto. I Gargamel sono Jon Hansen alla chitarra, Bjorn Andersen alle tastiere, Geir Tornes al basso, Morten Tornes alla batteria, Tom Uglebakken a voce, chitarra e flauto, e Leif Hjlmen al violoncello.

Gong - Radio Gnome Invisible (da Flying Teapot, 1973): Alfieri dello space rock, inventori del Canterbury sound, i Gong sono stati un pezzo di storia della musica inglese e influentissimi nello sviluppo del rock in generale. Guidati dallo stravagante australiano Daevid Allen, rappresentano uno dei lati piu' genuini e spontanei del prog, dai loro esperimenti prendera' spunto la scena psichedelica e space come anche la scuola di Canterbury. Non a caso Daevid fa anche parte del primissimo nucleo dei Soft Machine, inoltre prendono parte alla registrazione del primo album dei Gong, Banana Moon (1971) Robert Wyatt e Nick Evans. Allen lascera' la band nel 1975, e da quel punto in poi il percussionista Pierre Moerlen ne assumera' il comando per dedicarsi ad un insipido jazz rock. Il primo album non e' altro che un insieme di nastri di improvvisazioni free, psichedeliche e lisergiche, mentre il secondo, Camembert Electrique (1971) tenta di essere piu' omogeneo, pero' si respira ancora un'atmosfera anarchica da figli dei fiori in acido. Ottenuto un contratto con la Virgin, il gruppo da' alle stampe la trilogia Radio Gnome Invisible: Flying Teapot nel '73, Angel's Egg ancora nel '73 ed infine You nel '74, punte piu' alte della loro ispirazione ed album di grande spessore. Formazione di rilievo, con Daevid Allen a voce e chitarra, Gilly Smith alla voce, Didier Malherbe al sax, il grandissimo chitarrista Steve Hillage, di cui consiglio l'ascolto dell'album Live Herald, il bassista Christian Tritsch ed il batterista Pip Pyle, incide tre album che anticipano molte tematiche new age: e' musica per stonati, carica di vibrazioni positive, esoterismo, erotismo, visioni mistiche, sesso e droga, gioia di vivere, muovendosi fra territori zappiani, psichedelia e proto-elettronica. La canzone che ho scelto e' secondo me la migliore, la dimostrazione di come il prog riesce ad essere anche scherzoso, allegro, buffo, sballato.

McOil
Häx Cel - Land of Dreams (da Zwai, 1971): Band di cui si sa pochissimo, durano pochi mesi e danno alle stampe un solo album per un'etichetta che sparira' di li' a poco. Abbastanza per entrare negli annali ed offire un grande esempio di rock sinfonico di matrice tedesca. Dieter Neumann e' il cantante e flautista, Achim Neubauer suona le tastiere, Michael Moebus il basso e Rainer Greffrath la batteria: questi quattro ragazzi fanno in tempo a regalarci un grande album, di cui questa e' a mio parere la miglior canzone.

McOil - All Our Hopes (da All Our Hopes, 1979): Altro gruppo tedesco sconosciuto, risultano attivi per una decina di anni ma pubblicano un solo album. Walter Utz canta e suona le tastiere, Norbert Kuhphahl e' il bassista, Karl Wild il chitarrista e Andy Tischmann il batterista. Propongono un prog duro e pesante, lento e malinconico, condotto solitamente dalla chitarra e con un cantato roco abbastanza raro in questi contesti. Meritevoli di un ascolto di sicuro.

Project Creation - Cheops (da Floating World, 2005): I Project Creation, capitanati dal chitarrista, bassista, batterista e cantante Hugo Flores, sono una band portoghese dedita ad un prog-metal molto soft e particolare, tendente allo space ed all'ambient, con molte tastiere e fiati, e doppia voce maschile/femminile. Il progetto vuole essere una trilogia che parla di un racconto fantascientifico circa la colonizzazione di un pianeta disabitato, trama che non suona particolarmente interessante ed infatti dopo una non entusiasmante parte prima nel 2005 da cui e' tratto questo brano, ed una peggiore parte seconda nel 2007, non e' stato ancora registrato il terzo capitolo. Stile piacevole e sufficientemente originale, purtroppo non e' stato ancora sviluppato a pieno dalla band che non ha ancora pubblicato un album convincente, pero' questa canzone mostra talento da vendere che aspetta solo di essere sfruttato nella giusta maniera.

Qoph - Vansinnet (da Kalejdoskopiska Aktiviteter, 1998): Prima canzone del primo album dei Qoph, combo svedese che propone un prog bello veloce ed incisivo, senza sbavature, conciso, hard con elementi spacey e suono basato sulla chitarra. Primo album in svedese, seguenti in inglese, il gruppo e' composto da Federico de Costa alla batteria, Robin Kvist alla voce, Filip Norman alla chitarra, Patrick Persson al basso e Jimmy Wahlsteen alla chitarra, nascono come psych blues trio senza la voce, improvvisando in giro, e l'impostazione e' rimasta, in seguito assumeranno un cantante per raggiungere una maggiore visibilita'.

Raven Sad - Stars (da Quoth, 2008): Progetto del cantante, chitarrista, tastierista e bassista toscano Samuele Santanna che, circondato da uno stuolo di amici, mette in pratica il suo ideale di musica, mischiando folk, psichedelia, ambient ed elettronica. E' un prog molto morbido, d'atmosfera, melodico e romantico. Il gruppo si assesta su elementi fissi in seguito e pubblica altri due album, dopo l'esordio Quoth da cui il mio pezzo preferito e' tratto, cioe' We Are Not Alone (2009) e Layers of Stratosphere (2011), album tutti interessanti ma non imprescindibili.

Shadow Circus - Radio People (da Welcome to the Freakroom, 2006)/Daddy's Gone (da On a Dark and Stormy Night, 2012): Promettente band americana, hanno pubblicato tre album molto carini ed orecchiabili ma ancora non sono riusciti a convincere del tutto. Infatti non riesco a scegliere una canzone che sia migliore delle altre, ne ho scelte due, una dal primo album ed una dall'ultimo. Pero' ci tengo a precisare che tutti e tre i lavori si assestano su un discreto livello, e scorrono piacevoli all'ascolto. La loro biografia e' molto affascinante: John Fontana e' un ragazzo che suonava pop e musica commerciale nei bar del New Jersey per racimolare qualche dollaro, ma e' in realta' innamorato del prog settantiano e registra dei demo di chitarra e tastiere per conto suo ispirati al prog sinfonico piu' classico, stile Genesis ed ELP. Il batterista che suonava spesso in giro con lui, Corey Folta, giudica il materiale molto valido ed insiste nel reclutare altri membri per formare una band. E qui accade che dopo aver prima trovato un cantante che proviene dal teatro come David Bobick, Fontana viene contattato dal bassista Matt Masek, ex violoncellista di conservatorio, e poi dal tastierista Zach Tenorio, enfant prodige dell'ambiente, spesso session man per giganti come Rick Wakeman, John Wetton, Tony Levin. Questo insieme di elementi, unito al gusto pop del leader Fontana, donano agli Shadow Circus un tocco unico, forse accostabile agli Asia. Brani quindi allegri, non lunghi ne' complicati, AOR, easy listening quanto basta e coinvolgenti. Sto ancora aspettando il disco della consacrazione.

Special Providence
Sky - Hotta (da Sky 2, 1980): Gli Sky del chitarrista classico John Williams godono dei servigi di Francis Monkman, ex tastierista dei Curved Air, per i primi due album, i migliori della loro produzione. Difatti questo brano e' tratto dal secondo dopo la nascita del gruppo nel 1978, pero' consiglio vivamente il live in Bremen del 1980, pubblicato pero' nel 2005, che meglio racconta il loro exploit iniziale. Infatti quando Francis Monkman abbandona, lo stile e la qualita' ne risentono parecchio ed il pubblico reagisce di conseguenza. Peccato perche' gli Sky sono stati la prima band rock a suonare alla Westminster Abbey, con tanto di diretta della BBC, ed il loro stile eclettico, basato sul prog ma semplificato per accontentare un pubblico piu' ampio, sembrava davvero una buona idea. John Williams, dopo aver registrato diversi album di musica classica, si cimenta nel suo primo approccio alla composizione rock, e chiama a se' Herbie Flowers, che suona basso e tuba, e Tristan Fry, che suona la batteria, i quali avevano suonato in tutti i suoi album precedenti. Monkman proveniente dal prog e Kevin Peek, chitarrista pop, completano una formazione poliedrica che mette, almeno inizialmente, il talento e l'esperienza di ognuno al servizio della composizione, che e' in queste prime fasi estremamente ispirata e varia. La band inglese, seguendo la moda degli '80, cerca di recuperare il prog riadattandolo allo stile musicale in voga nel periodo, quindi piu' semplice e scanzonato, disinteressato. Siamo di fronte a musicisti dotati ed esperti, che producono un suono cangiante ed ampio, grazie anche alla doppia chitarra acustica ed elettrica, con ottimi spunti ed idee individuali, il tutto sempre mantenendosi in territori facili all'ascolto.

Special Providence - Lazy Boy (da Soul Alert, 2012): Ci sono dei limiti alle contaminazioni che il prog puo' assumere? Apparentemente no, come dimostrano gli ungheresi Special Providence, con il loro metal aperto all'elettronica e persino alla dance. Basta ascoltare questo incredibile brano, Lazy Boy, tratto dal loro ultimo lavoro. Cséry Zoltán alle tastiere, Kertész Márton alla chitarra, Fehérvári Attila al basso e Markó Ádám alla batteria sono attesi al varco per un album finalmente conciso e convinto, dopo tre album piacevoli ma non all'altezza delle loro possibilita'.

String Driven Thing
String Driven Thing - Heartfeeder (da The Machine That Cried, 1973): Provenienti dall'underground inglese, gli String Driven Thing dei coniugi Chris (voce e chitarra) e Pauline (voce) Adams non hanno raggiunto la fama meritata all'epoca, ma soni stati riscoperti e ristampati in seguito. Il loro e' un prog estremamente dark e triste, cupo, amaro, dai toni disperati e foschi, trascinato dal lamento del violino di Graham Smith, dai ritmi ossessivi ed insistenti del bassista Colin Wilson e del batterista Billy Fairley, e dai testi angoscianti e desolati di Chris. Lo stesso Chris Adams entrera' nei Van Der Graaf Generator allo scioglimento della band, dopo cinque album all'attivo, nel 1976.

Tune - Confused (da Lucid Moments, 2011): Promettentissima band polacca, i Tune spiccano per l'uso della fisarmonica in un contesto prog metal decadente e pessimista. Un solo album per ora, ma spero in un seguito che sappia migliorare quanto di buono fatto sentire con questo esordio del 2011, da cui ho scelto Confused, brano intimista e disperato, lineare ed equilibrato, che sfoggia tutto il talento di Adam Hajzer (chitarra), Leszek Swoboda (basso), Janusz Kowalski (fisarmonica, tastiere), Wiktor Pogoda (batteria) e Jakub Krupski-Maria (voce). So che non mi deluderanno.

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