martedì 5 febbraio 2008

Colosseum - Valentyne Suite (1969)

Ciao a tutti. Io sono bob e questo è il mio primo post del mio primo blog, un blog dedicato alla musica progressive, il mio genere musicale preferito. Tale blog non ha alcuna pretesa, semplicemente recensisco quelli che sono i miei dischi preferiti dei miei autori preferiti, e mi piacerebbe ascoltare i vostri pareri e magari i vostri consigli, per allargare il mio orizzonte musicale. Comincerò con un gruppo a me molto caro, i Colosseum, i quali esordiscono con un album mediocre e sfondano con il secondo, Valentyne Suite nel 1969, di cui la recensione. L'album è diviso in due sezioni nettamente distinte, che originariamente componevano il lato A e il lato B del vinile. Fra l'altro il vinile lo avevo pure trovato in un mercatino a Bari, ma costava intorno ai 70 euro, quindi ho dovuto ripiegare sul cd, comunque è probabile che sia ancora lì, se a qualcuno può interessare. Il lato A è composto da quattro canzoni brevi e melodiche, molto inclini al blues, con la bella voce del chitarrista James Litherland che fa da protagonista. Molto belle la prima traccia The Kettle e la quarta The machine demands a sacrifice. La seconda facciata è un vero e proprio capolavoro: composta da un'unica suite divisa in tre atti, The Valentyne Suite, è rapida e veloce, alterna jazz a blues a rock sinfonico, fa emergere la grandissima caratura tecnica dei musicisti, insomma è fighissima, e quando finisce non rimane altro che dire "ma come, è già finita?". Il batterista Jon Hiseman è in grande spolvero, è potente e rapido e la sua tecnica inconfondibile, rullanti e piatti a palla, pochi come lui sanno dettare il ritmo, insieme al bassista Tony Reeves costruiscono un muro di suono su cui un indiavolato Dave Greenslade alle tastiere ed il sassofonista Dick Heckstall-Smith, secondo solo a David Jackson probabilmente, tessono trame veloci e coinvolgenti. Tutto il disco è godibilissimo e scorre via come pochi, non ha momenti deboli o neanche vagamente noiosi, sembra addirittura troppo breve. Penso che quest'album sia l'emblema di un prog contaminato da blues e jazz, nessun altro saprà fare altrettanto, almeno non così bene. Dopo altri due album il gruppo si scioglie, rinasce nel 1975 sotto la sigla Colosseum II, si riscioglie e rinasce negli anni 90 ancora come Colosseum, ma il gruppo non sarà mai più in grado di ripetersi. Beh, direi che questo è tutto, se non conoscete questo album scaricatelo ed ascoltatelo, se ne avete voglia, perchè merita. Alla prossima.

3 commenti:

giuggi ha detto...

bellissimo il tuo blog tesoro..sei un miro..in tutti i sensi..ti voglio un bene astruso...**GiuGGi

Anonimo ha detto...

Ho comprato la riedizione in CD digipack di Valentine suite stampa
2006.
Dei LP ne ho due copie ,rispetto all lp ci sono due brani in piu,
gli ultimi due .
A chi interessa sono stati ristampati tutti in cd gli lp originali ,con aggiunte di bonus track, anche un cofanetto
con inediti in 4 cd.

Sandro59 ha detto...

Ma te lo vendo io l'Lp...tanto ho il Cd! Scherzo...

Comunque chi vuole lo può ascoltare qui (in versione originale, senza bonus track):

http://vimeo.com/27291927