mercoledì 13 febbraio 2008

King Crimson - In the court of the Crimson King (1969)


Gli storici fanno cominciare l'era progressiva con questo album: io non credo sia possibile porre una data alla nascita di un genere, però ciò rappresenta l'incredibile importanza di questo album. Innanzitutto il gruppo: i King Crimson sono la band più longeva, rappresentativa, prolifica, innovativa del progressive, nelle cui fila hanno militato personaggi poi destinati a carriere folgoranti. Questo primo album è stato realizzato da, ovviamente, il primo nucleo dei King Crimson, cioè il leader indiscusso Robert Fripp, l'unico rimasto negli anni e ancora al comando, chitarrista e pazzo visionario, Greg Lake, bassista e cantante, futuro ELP, Mike Giles alla batteria, Ian McDonald al sax, flauto e mellotron, futuro Foreigners. Da non sottovalutare la presenza di Pete Sinfield, autore dei testi, spesso oscuri e apocalittici. L'album è incredibilmente innovativo: nel 1969 band come Soft Machine, Nice e Procol Harum tentavano le prime contaminazioni fra rock e musica classica o jazz, i King Crimson vanno ben oltre tutto ciò, la loro è una musica barocca, oscura, psichedelica, surreale e romantica al tempo stesso. L'attacco dell'album è incredibile: la prima traccia 21st Century schizoid man è trascinata dalla chitarra di Fripp e dal sax distorto di McDonald, su cui la voce, anch'essa distorta di Lake, racconta di un ipotetico uomo futuro allucinato ed alienato, un suono del genere non si era mai sentito; la seconda traccia cambia completamente registro ma si incastra alla perfezione con la precedente: I talk to the wind è guidata dalla voce di Greg e dal flauto di Ian, oltre alla onnipresente chitarra, brano molto dolce e melodico, che comunica un senso di quiete molto surreale, presto rotto dall'incedere della terza traccia, Epitaph, di una malinconia incredibile, si avverte quasi il dolore dell'uomo moderno espresso dal mellotron, mentre Greg canta "but i fear tomorrow i will be crying"; Moonchild è una canzone divisa in due parti ben distinte: la prima parte è molto melodica, Greg canta con voce sommessa, mentre Robert e Ian tessono trame sonore calme e rilassanti, per poi interrompersi improvvisamente e lanciarsi in un pezzo onirico terribilmente psichedelico e rumorista, a cui partecipano tutti e quattro i musicisti; infine In the court of the Crimson King, condotta dal mellotron e da un coro ripetitivo che rende un'atmosfera opprimente e apocalittica. Questo sarà l'unico album prodotto da questa formazione, infatti Robert Fripp scioglierà subito il gruppo e lo riformerà con altri musicisti, e ciò accadrà varie volte a causa del terribile carattere del chitarrista, troppo tendente ad un comando quasi dittaturale. In ogni caso i risultati saranno spesso ottimi, questo non è l'unico album del Re Cremisi che recensirò, ma è sicuramente il mio preferito, ed un album chiave nella storia della musica rock, da ascoltare assolutamente anche se il progressive non vi piace affatto. Vorrei aggiungere che sono veramente fiero di possederlo in vinile in versione originale datato 1969, peccato che su ci siano le iniziali di mio padre...

7 commenti:

Wick ha detto...

Ma tuo padre lo sa che tu consideri tuo questo vinile? No perché immagino che se ci sono le sue iniziali sopra sia suo, e che tu stia solo aspettando di riceverlo in eredità (eredità che, fra l'altro, dovresti contendere con i tuoi due fratelli).
Certo, c'è sempre l'ipotesi che tu abbia comprato il vinile, spendendo anche un casino di soldi (dato che è originale del 1969) e tempo eccetera, e poi sia arrivato tuo padre e ci abbia messo le sue iniziali su, per poi scappare ridendo immaginando la tua faccia quando avresti notato le iniziali di tuo padre indelebilmente marchiate sul tuo preziosissimo vinile.
Ma ritengo più plausibile il primo scenario.

P.S.: comunque, giusto per essere pignoli, non credo che dittaturale esista, immagino che tu volessi scrivere dittatoriale. Te lo dico più perché tu possa correggerlo che per farti "ah-ah!", eh.
P.P.S.: in ogni caso, ah-ah!

bob ha detto...

Sul dittaturale hai ragione, ho scritto il post in dieci minuti e non ho avuto il tempo di rileggerlo (in verità sono un ignorantone), per quanto riguarda il vinile l'ho comprato io ma non avevo abbastanza soldi, allora ho chiesto un prestito a mio padre il quale ha detto "se non estingui il debito in due giorni il vinile sarà mio", così gli resi quello che dovevo con un paio di minuti di ritardo e allora abbiamo raggiunto l'accordo che il vinile è mio però sopra ci sono le sue iniziali di modo tale che possa vantarsi con gli amici. No, in realtà è suo e lo ha comprato nel 1969 per quattro soldi, il cane, ma un giorno sarà mio, chissenefrega dei miei fratelli.

frderick ha detto...

hahaha qst e quello che pensi hermano ma il vinile sarà mio...tutto mio...il mio tesssssoro....cmq x me la song migliore dell' album è epitaph
p.s.dittaturale????wawa cosa odono le mie povere orecchie...

Wick ha detto...

@frderick: tu leggi con le orecchie???? Insegnamelo immantinente!

Frederick ha detto...

leggo con gli occhi ma leggo ad alta voce cosi posso udir la mia voce il che è un piacere per me :D

Anonimo ha detto...

Qualcuno di voi saprebbe dirmi se qualche oscuro gruppo ha mai inciso una versione in italiano di Epitaph?

Ciao

bob ha detto...

Sinceramente non ne ho idea, so solo che la P.F.M. ha eseguito una cover di 21st Century Schizoid Man parecchie volte durante i concerti, soprattutto agli esordi, quindi non ti sarà difficile trovarla in qualche live. Ciao.