venerdì 9 ottobre 2009

Nightingale - Daylight Saving Time (2003)

I Nightingale sono (tralasciando il gruppo di Dan Swano) una band della mia citta' natale, Matera, autori di quest'unico album distribuito dalla Fossil Records e acquistabile online sul sito di quest'ultima, prima dello scioglimento dovuto principalmente al fatto che i suoi membri sono partiti per l'universita' e non hanno piu' avuto occasione di suonare insieme. Sono uno fra i pochi fortunati possessori di una copia originale del disco in questione poiche' sono stato compagno di liceo e di banco del leader Piero Delucia, copia che ho pagato la bellezza di 5 euro direttamente al summenzionato leader, senza ricevere alcuna ricevuta fiscale fra l'altro. Quindi la recensione che vado ad eseguire e' doverosa, vuoi per l'affetto che provo per qualunque cosa provenga dalla mia citta', vuoi per il mio legame (completamente platonico) con Piero, ma anche per il fatto che il lavoro in questione e' un lavoro decisamente ben riuscito e merita sicuramente l'ascolto. Piero Delucia suona la chitarra, alcune parti di basso e canta, Francesco D'Ercole suona le tastiere, Paolo Ruggieri la batteria e Nicola Ruggieri il basso. Ho conosciuto personalmente ciascun componente della band ed assistito ad alcune prove in garage, cioe' in studio, e cio' e' per me ancor piu' motivo di orgoglio. Il sound e' riassumibile come un prog metal sinfonico, la cui caratteristica principale sono i bruschi passaggi da momenti acustici a sfuriate elettriche, gli spunti melodici ed i tecnicismi di Piero, autore di tutte le composizioni e di tutti i testi. Questi ultimi meritano una nota positiva per la poeticita' e l'impegno profuso. Il disco parte con Elsehow, traccia di introduzione che non dura neanche 40 secondi e composta da brevi arpeggi di chitarra acustica. Permanent Daylight comincia con un bel riff di tastiera e con la chitarra elettrica di Piero che va via via inserendosi, prima che parta il cantato su un bel tappeto di piano e percussioni: la traccia va via via acquistando carica ed aggressivita', la voce descrive una melodia orecchiabile mentre la parte strumentale e' una via di mezzo fra prog rock e prog metal. Canzone riuscita che vede un'alternanza di pezzi calmi e pezzi piu' aggressivi, percussioni, chitarra elettrica e chitarra acustica, tastiere; si possono individuare due temi principali ripresi piu' volte ma senza per questo rendere la traccia monotona, anzi; sicuramente un buon modo per aprire un album. Illusions in the Magazine si apre stavolta con l'acustica, mentre la tastiera ricama note glaciali, in seguito e' la volta della chitarra elettrica che si accoda sulla scia della tastiera. Quando prorompe la voce la melodia diventa orecchiabile e molto romantica, nonostante la chitarra rimanga ancora molto heavy. Dopo un po' la canzone cambia totalmente registro e parte un assolo di chitarra elettrica incalzato da un assolo di chitarra acustica con un risultato che sicuramente stupisce, dopodiche' riparte la melodia di apertura che chiude il pezzo. Fin'ora l'ascoltatore ha avuto la sensazione di ascoltare un unico pezzo continuo, tanto le tracce sono conseguenziali e ben legate fra loro, pur proponendo diverse composizioni e melodie. Ora Legale e' tutta composta da una chitarra acustica che ricorda qualcosa di sudamericano su una base di percussioni; ancora una traccia ben riuscita. Nobody Cares of Dusty Mellow e' la piu' lunga dell'album: dopo una intro strumentale molto prog metal e piena di sovraincisioni di chitarra su una base di tastiere, la canzone prende carica grazie agli intrecci fra tastiere ed una chitarra elettrica incazzatissima. In seguito si inserisce la dolce voce di Piero ma il registro non cambia: si prosegue su una via di mezzo fra prog classico e metal e cosi' via sino alla fine, per una traccia dai multipli umori e ricca di cambi di ritmo. Nightingale e' invece molto dolce, introdotta da arpeggi di chitarra accompagnati da un malinconico piano. Si sviluppa su questa falsa riga per tutta la sua durata, con ancora la voce di Piero in primo piano indurendosi nella parte centrale grazie alla solita chitarra elettrica, prima di regalarci un meraviglioso assolo di flauto che disegna una dolce melodia poi ripresa ancora dalla chitarra. Oozing Twilight e' uno strumentale basato sull'intreccio tastiere-chitarra, con le prime maggiormente in evidenza: ancora una canzone carica di cambi di tempo e melodie raffinate, con finalmente il basso in bella evidenza. Curved Air e' una traccia calma e malinconica, con il cantato in primo piano accompagnato dalla chitarra, stavolta molto piu' calma, e dalle tastiere, che si chiude con dolci arpeggi di acustica che proseguono sul pezzo successivo. Exit? continua lo struggente assolo di Piero all'acustica, poi e' il silenzio per svariati minuti fino a quella che dovrebbe essere la traccia fantasma, cioe' una linea di chitarra accompagnata da semplici accordi di tastiera che, di fatto, chiude l'album. Un bellissimo disco, con composizioni ricche di cambi di tempo e di umore, la musica e' calda e raffinata con un tocco di italianita' sul metal che spesso rimanda ai Dream Theater, soprattutto nelle parti di chitarra elettrica. Peccato per il mixaggio casereccio che penalizza soprattutto la batteria, ma i mezzi erano quelli che erano.

2 commenti:

Lucia Persico ha detto...

anche io ho un loro cd :) me lo inviò Piero del quale ho perso totalmente le tracce.

bob ha detto...

Io lo sento ancora ogni tanto, si e' trasferito in Belgio da qualche anno. Tu come lo conosci?